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Archive for maggio 2011

1 PT

Questo è il momento del viaggio in cui la nave è salpata e guardo l’orizzonte aspettando pazientemente (…) di arrivare al porto fra due settimane. Poi da lì saprò se riprendere il largo o fermarmi e dover aspettare un’altra nave. Non ho mai vissuto un’esperienza così simile ad un viaggio come questa. Ogni viaggio è una storia e questa storia la sto vivendo, è la mia. Le paure inziali si sono ridimensionate. Ho capito che gli altri non capiscono perchè semplicemente non lo vivono e non ne hanno idea. Non è cattiveria, probabilmente ne hanno sentito parlare e e la considerano una cosa estranea a loro, oppure semplicemente non gliene frega niente perchè la gente sostanzialmente è egocentrica (ma lo scopro adesso?) (e poi non ho forse un blog da 5 anni dove vomito tutti i fatti miei?). Durante il viaggio ho trovato qui e fuori tante compagne, e non ho avuto problemi a dire alle persone a cui voglio bene il percorso che abbiamo intrapreso. Senza fare drammi se dopo un paio di domande cambiano discorso. Peccato che invece da molti sia visto come una vergogna. Non dovrebbe.

Non dico che debba essere un orgoglio, non faccio l’ammeregana, ma per esempio se la mia situazione lavorativa fosse stata più tranquilla non avrei fatto tanti misteri. Non sarebbe stato più semplice per me non dover cercare sempre scuse? Non sarebbe stato più facile anche per i colleghi potersi organizzare in anticipo, tipo: io dal giorno tot al tot non sarò al lavoro perchè devo stare a letto, quindi organizzatevi. Manco a dire che prendo le ferie perchè fino a pochissimi giorni prima neanche lo sai di preciso quando sarà. Insomma, odio le bugie!

Adesso mi sono aggrappata a questo palloncino e volo via, sperando che mi porti su una bella nuvoletta! (ohi, due metafore nello stesso post!!)

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E’ sulla spalliera del divano, accanto a me. Sembra quasi che mi faccia la guardia. Si struscia, mi sta addosso, a volte la notte mi sveglio e lei mi sta guardando e aspetta solo un mio gesto per fare le fusa e starmi addosso. Adesso non potrò tenerla più sulla pancia, ma sono sicura che il nostro equilibrio in questi giorni lo troveremo lo stesso.

 

 

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Il dado è tratto

Embrioni in buca, è ufficiale, non è un sogno, è vero. Ma è vero non per finta, è vero per davvero. Non dico quanti, non ho visto le loro foto, ma penso al mio utero come ad un posto morbidissimo e accoglientissimo dove spero che almeno uno di loro si trovi bene. Ho iniziato a fare il buco al divano. A parte i bozzi sul sedere del progesterone mi trovo abbastanza a mio agio. Non è vero, non sopporto non potermi muovere, ma hanno caldamente consigliato i primi tre giorni di muoversi solo per andare al bagno. E così farò.

E’ strano, ero ovviamente meno terrorizzata del pick-up, quindi ho seguito tutta la preparazione della sala, e quando la biologa ha portato le siringe con dentro gli embrioni un brividino l’ho avuto. Il tutto è durato abbastanza poco, dolore zero, e quando mi hanno portato via era come se giocassi a “1, 2, 3, stella!”. Facevo respiri piccoli piccoli, respiravo sottovoce e facvo movimenti impercettibili. Chi stava a più di mezzo metro da me non poteva sentirmi.

E adesso sono a casa, in cova di queste bestioline che sono metà me e metà lui, che sembra un mito greco ma che in realtà è una cosa normalissima (o almeno dovrebbe esserlo).

Più ferma che posso, mi centellino le sortite al bagno. A parte il riposo assoluto non hanno fatto altre raccomandazioni. Mi spupazzerò le micie e mi mangerò anche il prosciutto (di parma, via!). La mia mente è ferma, impallata. Forse più tardi o domani riuscirò a scrivere altre cose. Tutte quelle che piano piano tornano in mente. I flash, e persone, i sentimenti.

La primavera porta la vita, e spero che anche la mia pancia possa sperimentare questa vita.

(e poi, anche se toglie poesia, porca vacca Pisapia e de Magistris! E vai!!!)

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Anche questa mattina mi ritrovo da sola con i miei pensieri e le mie ansie, visto che Crysis lavora (e ha anche fatto i salti mortali per stare con me in ospedale per pick-up e transfer).
La pancia ha ancora qualche doloretto, ma si migliora. Visto che provengo da una gloriosa stirpe di genti ansiose e anche un po’ matte, ieri non ho trovato di meglio che documentarmi un po’ sulla sindrome da iperstimolazione ovarica. Erroneamente pensavo che fosse qualcosa di legato essenzialmente al periodo della stimolazione, quindi passato pick-up, passato rischio. E invece no. Si presenta nel periodo post-ovulatorio, circa 4 – 6 giorni dopo, ed è sostanzialmente un accumulo di liquido nello spazio interstiziale che ti può portare nelle forme più gravi all’ascite, al versamento pleurico e all’accumulo di liquido nel pericardio. Carino, no?
Quali sono i fattori di rischio? giovane età (dipende dal loro metro), sindrome da ovaio policistico (non celo), body mass index inferiore a 20 (aspetta che lo calcolo… no, sto a 22, meno male che non mi sono messa a dieta), estradiolo alto (quasi celo, in rete ho trovato 3000, io un po’ meno, però…), aumento repentino del livello dell’estradiolo (celo), numero elevato di follicoli stimolati (boh, direi che per la fivet siamo nella media in realtà), gravidanza (aspè, devo ancora fare il transfer!).
Quali sono i sintomi (dai più lievi a quelli gravi):
gonfiore addominale, nausea, diarrea, lieve aumento di peso
vomito, aumento di peso di mezzo chilo al giorno, urina scura e poca rispetto a prima, sete, pelle e capelli appaiono secchi
addome molto disteso, dolorante, urina quasi assente, sensazione di fiato corto (dispnea)
Non riesco a ritrovare la fonte dove ho letto ieri che la percentuale di incidenza è tra il 2 e l’8%, ma del resto le forme gravi sono molto più rare.
Qual è la terapia per la forma lieve?
riposo, evitare sforzi
usare integratori salini (aiutano a ristabilire equlibrio elettrolitico nel corpo)

cosa fare per tenersi controllate:
controllare l’urina (volume e colore)
controllare il peso che non aumenti in modo inspiegabile
bere tanto e usare integratori (io bevo il gatorade)

Se il peso aumenta in modo brusco e sostanziale e l’urina diminuisce molto e l’addome diventa disteso e dolorante, meglio andare dal dottore.
Voi direte: perchè questa paranoia? Non ho nausea, non ho diarrea, non ho aumento repentino di peso. Mi sono resa conto che dopo il pick-up ho bevuto tantissimo e fatta poca pipì, ma del resto ero disidratata. Non sono ancora nel momento clou per il rischio, ma mi sono pesata e così saprò se mi dovrò preoccuparmi. Allora perchè spaventarsi? Perchè non ho niente a cui pensare e sono un pochino isterica, ecco perchè!
Io non sono un medico, tutto questo l’ho letto sostanzialmente in rete, ma visto che ho avuto l’impressione di essere stata poco informata in ospedale preferisco divulgare, senza creare panico. Del resto la stimolazione per la fivet è qualcosa di “violento” per il nostro corpo ed è ovvio che ci metta un po’ a riprendersi. Basta riposarsi e bere gatorade, ma del resto dopo il transfer a riposo bisogna starci per forza.
Mancano 24 ore al mio transfer e spero che le piccole roccette abbiano continuato a crescere in barba a tutte le mie paure. Sono agitata, e come potrebbe essere altrimenti?

le fonti per questo post sostanzialmente sono state queste:
http://www.angelfire.com/md/ItalianMaverick/sio/SIO.html
http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=78

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+1, -2

Siamo a un giorno dal pick-up, mancano due giorni al transfert. Crysis questo weekend lavora e quindi sono sostanzialmente sola con i miei pensieri. Oggi in fondo non va così male, pensavo peggio. La pancia fa meno male, ho fatto qualche lavoretto in casa senza esagerare. Lo stomaco fa male già dopo la seconda compressa di antibiotico, considerato che ne devo prendere 10 mi viene da ridere. Penso penso penso se i miei ovetti e gli spermini di Crysis possano aver fatto la magia e creare qualcosa che è me e lui contemporaneamente, che è noi. penso penso e le mani e la testa non riescono a stare ferme. Mi sento come se dovessi partire per un lungo viaggio e allora voglio che per lunedì la casa sia a posto. Mi sono messa lo smalto per costringermi a stare ferma un’ora, poi lo metterò anche ai piedi.
Spero che il viaggio non si interrompa troppo presto.

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Il colore non rende, ma questa è una borsa di cui mi sono innamorata ormai un anno fa. L’ho presa e in realtà mai usata perchè il computer non ci entra e anche perchè… ecco, è un po’ appariscente. In tutto questo tempo è rimasta sopra il comò in camera da letto, aspettando l’occasione giusta. Ieri sera preparo la borsa per l’ospedale, poi vedo lei e penso che il momento giusto è arrivato.
Questa mattina arriviamo in ospedale un po’ tardi, ma del resto sapevo che non sono mai puntuali. Ho poco tempo di innervosirmi e mentre lui ancora cerca parcheggio io sono già dentro a vestirmi. Siamo io e un’altra ragazza, mia stessa età, mia stessa paura. Io entro per prima, nella sala che ho visto tante volte tra eco di controllo e inseminazioni, per l’intervento sembra diversa. ho provato a cogliere qualche particolare, ma niente si fissa nella mia mente, solo lo sguardo concentrato del gine, la sensazione di un sacco di gente (gine, biologa, ostetrica, infermiera, portantino-sant’uomo, specializzanda e forse anche un altro gine ad un certo punto) e la radio accesa su radio2. “io chiara e l’oscuro”. Penso che è la trasmissione dopo “il ruggito del coniglio”, ma in realtà sento solo la sigla e poi mi perdo in quello che succede fuori e dentro di me. Mi disinfettano, è freddo e un po’ gratta, mi mettono i lenzuoli verdi su pancia e gambe e i miei piedi spuntano, ho le gambe troppo lunghe! Poi mettono lo speculum e inizia il balletto. Sento una specie di botta e poi tutto che si muove dentro di me, fa male e mi pare che ci mettano un anno. Poi il gine finisce a destra e passa a sinistra, altra botta e di nuovo dolore. L’ovaio di sinistra deve essere più difficile da raggiungere perchè qualcuno mi spinge sulla pancia e ad un certo punto il dolore è come una lancia che mi attraversa dall’utero alla schiena, non mi fa respirare. non piango, ma mi rendo conto che qualche lamento mi sfugge. Poi finisce tutto, dentro alla sala ci sarò stata 15 minuti in tutto, l’aspirazione sarà durata un paio di minuti ad ovaio a dir tanto. Passo sulla barella, una borsa fredda sulla pancia e via nella saletta. L’altra ragazza mi ha sentito urlare, cerco di farle coraggio, ma sento ancora tanto dolore. Preparano la sala e la fanno entrare. Non so quanto sta dentro, sento dolore e il tempo passa in modo strano, dilatato? contratto? boh. Quando rientra l’altra ragazza piange, ma alla fine nessuna delle due ha avuto complicazioni, niente emorragie, nessun inconveniente. Piano piano il dolore passa e insieme a noi arriva una ragazza a cui hanno fatto il transfert. E’ raggiante e non vedo l’ora di arrivarci anche io. Non abbiamo stanze singole, ma un’unica stanza, con la porta aperta così che tutti quelli che passano possono guardare dentro. All’inizio pensavo che fosse una rottura, e invece è piacevole, passa il tempo e si chiacchiera. Hanno anche mandato dentro i mariti per un salutino (cosa vietatissima visto gli spazi molto ristretti), e le compagne di viaggio in fila per l’eco si fermavano a chiacchierare, chiedere com’era, ci facevamo coraggio a vicenda. Crysis ha aspettato fuori tutto il tempo e mi arrivavano voci che se la comandasse abbastanza. La compagna di pick-up ha chiesto ad una ragazza “ma se scambiano seme a me mi conviene?” e l’altra ha risposto sostanzialmente di sì. Mhh. Allora gli ho telefonato e l’ho spedito in farmacia e al bar a prendere qualcosa. Anche perchè in tutto quel tempo io avevo una sete da diventare matta. Finalmente ci possiamo alzare, dopo tre ore dall’intervento. Io che abitualmente bevo come un cammello e di conseguenza piscio come il puttino di una fontana stranamente non ho bisogni se non quella di uscire. La pancia un po’ tira, ma è fatta, sono fuori e sono contenta. La biologa è dentro che fa la magia e spero che vada tutto bene. Crysis mi accompagna a casa e da allora mi sono mossa dal divano solo per mangiare, bere e telefonare. Sto discretamente e non penso che avrò bisogno di medicine per il dolore.
Adesso inizia l’attesa, speriamo che i miei ovetti siano maturi, geneticamente a posto e che si trovino a loro agio con gli spermini di Crysis. Che lui è la mia roccia e qualche piccola roccetta spero proprio che salti fuori.
domani iniziamo il tanto temuto progesterone intramuscolo, e spero di convertirlo presto in ovuli vaginali.
Ecco la mia giornata campale, è passata, è andata, speriamo che la fortuna continui.

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Fatto

Scrivo dal letto, con un ghiaccetto sulla pancia e qualche ovetto in meno. Per scaramanzia non vi dico quanti, ma sono felice, sollevata x aver passato il peggio. I vostri pensierini sono arrivati tutti e mi hanno portato una gran fortuna. Non mi sento più sola. Da casa avrò poi il tempo di descrivere meglio il tutto.
E come disse Marilyn in Fermata d’Autobus (credo), ho una sete che sputo spago, e per altre tre ore non posso bere. E comunque kenshiro me l’ha fatto il gine nella pancia, porca puttana.

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