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Archive for giugno 2011

Ieri mattina altro prelievo e seconda eco.
Ho sentito criticare questo approccio troppo medicalizzato alla gravidanza, dicono che crei ansia, dicono che te la faccia vivere come una malattia. Vorrei spiegare a queste persone che se dopo anni di attesa ti ritrovi incinta (e ti senti miracolata, perchè sfido qualsiasi fivettara a non sentirsi miracolata) grazie ad un robusto intervento medico è ovvio che la vivi con ansia. Perchè ok è la cosa più naturale del mondo, ma per noi è stata artificiale e la fiducia nel nostro corpo di essere in grado di produrre buone uova e un posto accogliente per il miracolo è un po’ corrosa. Ho fatto un’eco alla quinta, una alla sesta e ne farò anche una settima e fosse per me mi farei impiantare una dildo-cam (vuoi mai che si unisca l’utile al dilettevole?) per vederlo – per vederti – ogni secondo.
Questa volta ero relativamente tranquilla, gli amati sintomi c’erano stati, sempre nel loro modo un po’ vago, ma va bene così. Salgo sul lettino, mi metto in posizione e la gine (perchè se lo fai in un ospedale universitario non c’è mai una persona uguale all’altra a farti l’eco) subito vede la camera con il fagiolino dentro, io rido e piango e l’ostetrica dice “è la prima volta che la vedo ridere!” Mi fa poi svuotare la vescica e dice “cerchiamo il cuore”. Nel frattempo la biologa impicciona che conosco mette la testa dentro e dice “posso?” e che fai, dici di no? che poi è anche mezza matta. E subito appresso la dottoranda sgattaiola dentro e sono adesso una folla davanti alla mia patata e davanti a questo fagiolino che vedono tutti tranne me. La biologa un po’ matta propone di chiamare dentro mio marito (il reparto è piccolo, e normalmente gli uomini sono esclusi) e io sono felicissima perchè questa cosa dentro di me è noi e lui vede questo sfarfallio – vede il tuo cuore – ed è bellissimo.
io adesso sto capitolando. Perchè volevo fare la dura, volevo evitare di rivolgermi a te perchè è presto, perchè la salita è ancora lunga e disseminata di ostacoli, ma fino ad ora siamo una squadra. Tuo papà dice che non può andare male perchè per metà sei lui e quindi sei capoccione. Perchè io sogno il momento in cui ti avrò in braccio, e dio quanto spero di arrivarci, perchè io ti adoro anche se è presto, perchè qui dentro ci sono due cuori che battono e non riesco a fare finta, ad essere consapevole, a fasciarmi la testa, io ti adoro e adesso sto volando. Sono terrorizzata e innamorata ed è la prima volta dall’inizio di questa avventura che finalmente riesco a fare uscire tutta questa emozione, che mi arrendo all’emozione, al sentimento, sono disarmata e nuda davanti a tutto questo che mi sta succedendo. Perchè forse non sono stata fortunata a concepirti in un momento romantico, perchè non potrò dire “quella sera abbiamo festeggiato l’anniversario”, però posso dire che io ti ho pensato dal primo istante in cui tu sei stato un nuovo arrangiamento genetico, diverso da tutti gli altri al mondo, dall’inizio dei tempi alla fine di tutto. Quando la biologa mi ha mandato il messaggio “ci sono buone notizie”, quando tu e i tuoi fratelli siete stati messi qui dentro. Da subito, questa è la fortuna di noi fivettare, aldilà di tutto il dolore.

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Brevi

Breve messaggio a chi passa di qui. Stasera sono fuori e non posso aggiornare ammodo. Il controllo è andato bene, tutto procede come deve. Domani mi prendo un po’ di tempo per un post con tutto il pathos necessario.

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La vigilia

Domani mattina altra eco. Le dita rimangono incrociate. Con la sesta settimana qualche sintomo è arrivato. Un po’ di difficoltà a digerire, un rapporto un po’ complesso con l’intestino, le tette toste, ansia immotivata alternata ad attacchi di sonno. Sto cercando di capire cosa posso mangiare e cosa no. Asparagi si o no? Pesce si o no? Mortadella si o no? (l’ho comprata ma aspetto di essere sicura di poterla mangiare. Ho tantissima voglia di alici. In realtà non la considero una di “quelle” voglie perchè le fisse alimentari le ho sempre avute, solo che adesso non ho più pudore e cerco di assecondarle. Però ieri sera a cena ho mangiato poco e controvoglia perchè proprio non mi andava e alle 10 mi sono appesa alla confezione di biscotti.
Domani saprò se tutto questo è reale o è solo un parto della mia mente. Sono ottimista e spero di non smusarmi. E’ ora che la vita ci sorrida un po’, perchè tutti meritano di essere felici.
Incrociate anche voi le dita insieme a me e pensatemi forte che fino ad ora mi avete sempre portato tantissima fortuna.

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Art attack

dopo aver visto il blog di Pretty in Mad, e per la precisione dopo aver visto questo mi si è aperto uno squarcio nel cervello. Ho scoperto un nuovo orizzonte, quello della lomografia.

Ho scoperto cos’è una pinhole, ho scoperto cosa avrei potuto fare con quella macchinetta giocattolo gialla del pupetto che temo di aver buttato via quando gli abbiamo regalato quella digitale. Allora seguendo il tutorial di Pretty in Mad ho costruito la mia Pinhole con un brick di succo di frutta. Il primo rullino è passato, ma purtroppo ho macchinette digitali da così tanto tempo che non ho idea di un fotografo dalle mie parti. I due che ricordo sono entrambi chiusi, uno è stato sostituito da un idraulico e un giorno stavo anche per entrare per ordinare delle stampe.

Insomma il frutto del mio sforzo è questo:

 

e speriamo che il rullino abbia qualcosa di decente (in realtà l’ho fatta sull’onda dell’entusiasmo e dove ho comprato tutto il materiale c’erano solo rullini 400 asa, quindi temo sia tutto bruciato, ma staremo a vedere)

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Diciamo che mia madre è piuttosto naive nonostante calchi questo mondo da quasi sessant’anni, diciamo che è stata ad un evento mondano dove ha conosciuto una escort (una zoccola, dai). Ecco la descrizione.
C’era questa ragazza con cui ho fatto amicizia, 25 anni alta bella mora, magra, insomma tutto l’opposto rispetto a te, che aveva un vestito molto audace, mi ha raccontato tante cose del suo paese di origine, dei suoi genitori. Aveva freddo e le ho prestato il mio scialle. Certo aveva dei tacchi così alti… stava con un ragazzo che proprio non capivo cosa avessero in comune.
Che poi, dico io, ma l’hai visto pure te il film della Cortellesi!

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Garrula e logorroica

Questa notte attacco di sinusite, mi sono svegliata con un mal di testa apocalittico. Vado al lavoro come al patibolo ma stranamente la giornata è meno peggio di quanto pensassi. Buonumore, a prescindere. nonostante il caldo, nonostante la boss un po’… come dire… inculenta (non trovo parola migliore, questo è un termine della mia zona di origine, e sta a significare di persona fastidiosa, irritante, insopportabile) sono stata bene.
Sono uscita un po’ prima, tipo che ho fatto 9 ore invece delle solite 10 perchè ho deciso di prendere la vita con più calma visto che sono accompagnata. Sull’autobus senza aria condizionata è salita una signora che aveva una maglia piena di paillettes e la luce del sole entrava un po’ sghemba e giocava con tutte le pailletts e l’autobus si era riempito di stelle colorate sul pavimento, sul tetto, sulle facce delle persone. E’ stato un momento molto Amelie Poulain, subito spento dalla corsa limitata e dalla necessità di aspettare più di mezz’ora per l’autobus successivo. Su questo ho trovato sì posto a sedere, ma la signora accanto a me parlava al telefono rivolta verso di me e sono convinta di aver sentito almeno tre sputacchi sul mio braccio sinistro. Allora, appena arrivata a casa ho fatto un doppio carpiato nella doccia, mangiato al volo e sbragata sul divano in compagnia dell’amico “chi l’ha visto?” (lo ammetto, ho questa devianza), dove tutt’ora giaccio. Neanche la forza per raggiungere un bicchiere d’acqua.
Ma me la godo lo stesso.

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Anche se con i miei ritmi, voglio anch’io partecipare alla iniziativa di Nina

E’ il primo giorno d’estate e questo me lo ricorderò.
Ma voglio partire da prima, perchè prima dell’estate amo la primavera, amo vedere la vita nelle piante, quel verde chiaro delle foglie tenere appena sbocciate, che piano piano si trasforma nel profumo dei fiori, prima quello delicato del glicine, poi quello dolce e aggressivo del rincospermo fino a quello del pitsforo, che per me è odore di mare, perchè nel paesino dove ho passato le mie estati le siepi sono di pitosforo. Amo sentire gli uccellini, anche quando litigano davanti alla finestra alle 5 di mattina. Più di tutti amo le rondini, perchè quello è il segnale che il bel tempo è arrivato. E amo i cani, perchè a primavera si vedono quelli nuovi, quelli nati in inverno che ad aprile-maggio fanno le loro prime uscite e sono meravigliosi.
Oggi è il primo giorno d’estate e ad un certo punto ho chiuso gli occhi ed ero al mare che passeggiavo con la cana in quell’ora prima di cena, quando tutti tornano a casa dalla spiaggia e si sente l’odore di cucinato da alcune case, i rumori delle persone che si fanno la doccia da altre, bambini che giocano aspettando di cenare.
L’estate per me è odore e colore.
Da bambina andavo al mare a giugno dopo la scuola e poi ci tornavo ad agosto, era sempre lo stesso posto ma cambiava: così intimo e forse un po’ noioso a giugno, quanto affollato e allegro ad agosto. Ho sempre amato addormentarmi con i rumori della gente che si diverte intorno: chi ride, chi fa il karaoke, chi passa strombazzando con il risciò. I due lati della medaglia: amo la natura con tutta me stessa ma in fondo sono cittadina, e ci sto bene. D’estate i primi batticuori, l’educazione sentimentale, a noi Beautiful ci fa una pippa! E poi in estate mi sono innamorata di Crysis,era il 30 giugno quando ad un certo punto mi sono esclamata “Oh cacchio, lui nella mia vita fa la differenza! E mo’?” anzi ho detto “E ora?” perchè il romanaccio l’ho preso da lui. Un mese bellissimo e poi uno orribile di lontananza, l’ultimo. Poi, alla fine dell’estate la dichiarazione e non ci siamo più staccati. Era estate anche quando abbiamo preso la nostra casetta, andare a fare il rogito con la macchina carica, passare agosto a sistemare e montare i mobili, rigorosamente Ikea. Ricordo ancora la sensazione di svegliarsi nella casa semivuota, tutta sudata, ma porca miseria nostra! Alla faccia di tutto e di tutti, con il nostro letto e le nostre lenzuola, allungare la mano e lui era lì, e ci sarebbe stato per sempre.
E oggi è il primo giorno d’estate e per la prima volta ho visto quella palletta d’amore piccola piccola nella mia pancia. Quella bollicina nera in mezzo a tutto quel cuscino bianco che è il mio endometrio, e lo protegge e lo cura.
Io adesso sono due e su questa frase mi impallo perchè è un miracolo. Un pochino d’ansia si è sciolta, altre paure si sono sciolte, vorrei arrivare a spuntarle tutte, ma per adesso mi basta.
Io che mi sono martufata la testa per tre anni e mezzo con i sintomi, mi ritrovo a non averne per niente. Niente di eclatante perlomeno. Ironia della vita.
Buona estate duemilaundici a tutti!

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