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Archive for luglio 2011

momenti del 30 luglio

Vale la pena ricordarli, questi momenti:
– shopping selvaggio con le amiche. Al grido di non mi entra più niente! ho fatto sudare il portafoglio. Ho anche scoperto che un’amica compra regolarmente magliette nell’angolo premaman di H&M perchè “sono comode”. Io oggi per la prima volta ho osato avvicinarmici.
– questa volta quella parola lì l’ho urlata, perchè mia nonna è un po’ sorda, ed è stato bellissimo.
– mio padre “posso fare le pesche al vino?” “ok, basta che lavi le pesche con l’amuchina”.
a cena “allora ho messo le pesche 20 minuti in 3 litri d’acqua e 60 ml di amuchina, e insieme a loro ho messo il coltello con cui le ho tagliate. Poi, prima di prepararle mi sono io stesso lavato le mani con l’amuchina.” Tenero!

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telefonata

Ieri sera ho finalmente potuto parlare con un’amica fivettara. Un’amica in carne e ossa, la sua bimba ha due anni e mezzo. Quando le avevo detto che avrei fatto la fivet era stata positivissima e mi aveva chiamato spesso. Poi finalmente tra impegni lavorativi miei e suoi ci siamo sentite. E’ stato bellissimo, tutto quello che le raccontavo, lei diceva “e’ vero! è vero!” e tutto quello che mi rccontava, io dicevo “è vero! è vero!!” Le paure, le speranze, le scoperte. Lei che diceva “ti si è allargato il sedere? (uh?) dai, speriamo che sia femmina!” Ha voluto che le raccontassi come ho fatto il test, per lei il giorno più bello della vita è stato quello del test, a parimerito con il parto. Io non posso dire che il giorno più nbello fino ad ora sia stato il test, perchè insieme alla gioia si è portato svariati timori. Per me quel momento è stato come essere ai blocchi di partenza di una maratona e sentire finalmente il colpo sparato dallo starter: finalmente sono in ballo. E adesso sto correndo e fino ad ora io e Palletta abbiamo superato tutti i checkpoint.
Sempre a dita incrociate.

(oggi e domani bollino nero sulle autostrade, anche io sarò parte integrante di questa nerità del bollino. E speriamo che le 4 ore che servono per arrivare al mare non diventino 9!)

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Piccolo sfogo, scusate

In questi giorni sono così stanca che la sera riesco a malapena ad accendere il computer e fare il giro blog. E mi fanno anche un po’ incazzare quando cognata o affini chiamano per sapere come sto e dicono “non ti stancare!” “se hai bisogno di una mano chiamami!”
Mica lo faccio apposta di stancarmi. Anche riducendo il più possibile il lavoro sono comunque attiva dalle 6 alle 22. Una mano… Mi porti a spasso la cana perché nella mia economia energetica non ci sta una passeggiata più di 15 minuti? Mi vai a prendere qualcosa da mangiare? Stiri? Magari mi dai anche un colpo al bagno che ne avrebbe bisogno? Ecco, questa frase la potrei mettere insieme a “andrà tutto bene”‘tra quelle che non sopporto. Già campo di sensi di colpa, se tu mi dici “non devi stancarti” io ti rispondo che ce la metto tutta. “ma DEVI!!” come a sottintendere una qualche responsabilità di cui secondo te io non sono ancora consapevole, io sinceramente mi incazzo. Questo post lo sto scrivendo dal treno, con il telefonino, perché erano due giorni che l’avevo in canna ma non trovavo il tempo di scriverlo. In realtà oggi è l’ultimo giorno di lavoro e questa cosa mi dà una vis pugnandi che i giorni scorsi non avevo. O forse mi sto avvicinando al doping naturale del secondo trimestre? Fatto sta che sono contenta, anche se le previsioni fanno tristezza. Andrò al mare con una massima prevista di 26 gradi. Ho intenzione di dormire tutto quello che non ho dormito e che non dormirò.
Dai, buona giornata dal trenino!

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Mancano 12 giorni, un sesto della sua asssenza è superato. Io sono inseguita da questa stanchezza che non mi lascia tregua. Anche oggi per fortuna Palletta mi ha dimostrato che stiamo facendo tutti e due il nostro dovere. Ho scelto di fare l’eco in un centro privato, una pacchia rispetto all’ospedale: medici sorridenti e disponibili a rispondere alle domande, orari rispettati, ma soprattutto un ecografo con una risoluzione fantastica! Palletta ha fatto ciao ciao con la manina e abbiamo visto gli abbozzi degli arti. E’ anche due giorni più grossa di quello che dovrebbe essere. Vorrei scrivere tante cose ma non ne ho proprio la forza. Palletta continua così!!

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La cosa brutta è entrare in casa ed essere investiti dal vuoto, vuoto che sai che non sarà colmato. Che le cose da fare le ho: sto facendo mille lavatrici, ho portato fuori la cana, mi faccio da mangiare. uno dei problemi è che la stanchezza mi impedisce di uscire con le amiche, non sono neanche le 10 e già mi si chiudono gli occhi. Oggi poi è stata una giornata tesa. Stamattina ero nervosa, e come api al miele sono arrivate una quantità spropositata di rogne. che poi cornuta e mazziata perchè secondo la capa le ho gestite male tutte. Ma pazienza. Sono stata con i nervi a fior di pelle fino a che non sono riuscita a sentire lui, entusiasta come un bambino di tutto quello che gli sta succedendo. tutte queste ore di fuso sono un disastro, ma passerà presto. Domani eco ufficiale, con mamma al seguito. Palletta ho bisogno di sentirti e vederti e anche di sapere che sto facendo tutto bene. Lavo la verdura, non faccio sforzi fisici, cerco di evitare l’esposizione a solventi e altre sostanze pericolose di vario genere, ma lavoro tanto e mi stanco, non sempre (eufemismo) riesco a recuperare. La cosa più strana che mi sia stata detta, tra l’altro da una embriologa è stata “mi raccomando, non fare fotocopie”, quindi quando mi capita mi si può vedere a fare strani balletti intorno alla fotocopiatrice. Questa sera finisce qui, sonnecchiando davanti a “mangia, prega, ama”.

ps: l’ho sentito, mi ha detto “ti chiamo stasera”, gli ho risposto “guarda che fra mezz’ora vado a dormire!”. Ho ancora problemi con il fuso, sì.

pps: nonostante non abbia preso un raggio di sole che praticamente mi si stanno sbiadendo i nei mi è venuta una macchia in faccia. Brutta, asimmetrica, accanto alla bocca. E’ un segno, ma non mi ha fatto piacere. Mi dovrò sbiancare come Michael Jackson.

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Ormai è noto che quando c’ho l’ansia mi viene il blocco dello scrittore e negli ultimi giorni c’ho avuto l’ansia perchè c’era la partenza imminente di Crysis. che infatti adesso sono a letto con una micia spaparanzata (che aspetta che io mi metta a dormire per iniziare a miagolare nelle orecchie), con l’altra micia chissà dove a fare la separatista come al solito e la cana che in giardino fa la guardia che nessun gatto osi avvicinarsi. Qui è quasi mezzanotte e sbadiglio e invece Crysis sta a millemila miglia di distanza, dove adesso sono le due e mezza di pomeriggio e la domenica è ancora tutta da vivere, per quanto dubito che abbia voglia di viverla così tanto dopo 12 ore di volo. E’ sulla west coast. Anche io lo sono, ma su quella italiana, mentre lui sta in ammerega. Il fatto è che noi siamo simbionti, di quelli anche un po’ stucchevoli, forse anche un po’ psicopatici, ve lo passo, e nonostante siano nove anni che stiamo insieme siamo soliti stare appiccicati ancora come due adolescenti in un libro di Moccia. E non era mai capitato che uno dei due si allontanasse per così tanto tempo, soprattutto per andare così lontano. Quindi lui era agitato e io pure e la vigilia della partenza sembrava che dovesse andare in guerra, e non in un posto fichissimo. E il mio terrore era proprio questa giornata, inziata prima dell’alba e luuuuunga. Tante ore di silenzio e solitudine. Fosse stato un giorno di lavoro mi sarei distratta, e invece mi sono dovuta inventare. Mi ero fatta un piano francamente improponibile, che comprendeva anche Ikea e shopping selvaggio e consolatorio. In realtà ho lavorato e quando sono arrivata a casa sono svenuta a lungo sul divano, anche pisolando un po’. Perchè devo dire che come al solito i sintomi di questo stato interessante sono molto labili ma si sono un po’ acuiti negli ultimi giorni. Un po’ di fastidio allo stomaco e stanchezza. E poi, porca miseria, sono insolitamente calma e di buonumore per la mia media. Mi diceva l’amica medico che gli ormoni della grav… quella cosa lì danno buonumore perchè la serenità aiuta, ma mica ci credevo. Le nausee hanno dei momenti in cui mi colpisce fortissimamente, con conati di vomito, ma qui c’è anche la componente dell’ansia e quella della sinusite che aiutano. Una cosa particolare che non ho mai letto, io soffro fin da subito di un terribile prurito al costato e al seno, sembra che io abbia la scabbia. Basta, finite anche le pippe sui sintomi. Ho la pancia, me la guardo, se sto tanto in piedi diventa enorme per i miei canoni e mi stupisce che al lavoro non abbia ancora chiesto nessuno (Cryses dice che è perchè lo sanno tutti). E’ presto, cacchio, ma non posso più indossare nulla di quello che mettevo prima. Solo abiti e pantaloni con la fascia elastica. Spero di avere il tempo e lo stato mentale adatto per tornare a fare due chiacchiere nei prossimi giorni.

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Questo weekend è stato occupato nella sua interezza da un maestoso matrimonio meridionale. 70 ore di macchina, cibo e di nuovo macchina. Un matrimonio così non l’avevo mai visto e secondo me trascendeva anche dalla fantasia del principe William. Tradizioni e cibo, cibo e tradizioni, cibo. Iniziato a mangiare alle 13.30, finito 8 ore dopo. Mille e mille portate, balli, animazione. Al trenino ho vacillato, al secondo secondo alle 19.30 sono sopravvissuta interpretandolo come la cena. Allora ho pensato al mio matrimonio. Cerimonia civile, 15 minuti, quella che in chiesa il prete ha definito “una postilla”, pranzo finito alle 5 e mezza che già mi sembrava tardissimo, 39 invitati, solo le persone che veramente volevamo con noi. Qui invece pullman di parenti, un albergo colonizzato, un piccolo paese praticamente abitato per metà da amici e parenti della coppia.
Eppure.
Eppure nel suo genere è stato perfetto, e sono anche stata bene, e vedere la mia amica così felice mi è piaciuto tantissimo e un po’ mi sono anche commossa quando lui alla promessa ha trattenuto le lacrime a stento. Sto proprio invecchiando.
Questa mattina invece ho avuto la prima visita ostetrica, al limite dell’esilarante. Due specializzandi: Tonto e Più-tonta e un’aspirante infermiera. Tonto è palesemente un raccomandato figlio di papà e più tonta sembra messa lì perchè ha perso una scommessa.  Mi siedo e dico “mi manda da voi il Prof. Tizio, presso il quale ho fatto la fivet”.
“Data dell’ultima mestruazione?” “meglio che vi dia la data del pickup” “ah, già”.
Tirano fuori la rotellina magica e iniziano a girarla come ossessi, per vedere chi fa prima. Ok, dopo qualche titubanza siamo d’accordo sulla datazione. L’aspirante infermiera freme, Più-tonta dice “vuoi misurare la pressione alla signora?” Tutta contenta, la ragazza prende il manicotto e inizia a montarlo, peccato che i tubicini che vanno nell’incavo del braccio stanno dietro. Più-tonta ha evidentemente avuto la grazia di essere circondata da gente ancora più più tonta di lei, così da sembrare quasi normale. Gonfia sgonfia ggnfia sgonfia, mi stavano per espodere le dita quando finalmente hanno tirato fuori una misurazione. In the meantime Tonto compilava la mia anamnesi. E’ la prima gravidanza? E’ una gravidanza spontanea? Ehm, ho fatto la fivet. Ah, già. Fuma? Beve? caffè? Si droga? (questa si vergognava una cifra a farla, come quando i bambini vedono due che si baciano).
Quanto pesa? Peso tot kg. L’aspirante infermiera si sveglia e chiede “la peso?” Signora quando si è pesata? Stamattina. “la peso? la peso?”. ha perso, non mi ha pesato.
E sua madre come sta? (bene grazie, e la sua? in famiglia, tutto a posto?).
Che farmaci prendere? ovuli di progesterone. E perchè? A ridaje, perchè ho fatto la fivet.
Mi allontano per recuperare degli esami che mancavano e quando rientro colpo di scena c’è una terza specializzanda, un po’ più esperta e forse più sveglia (anche se in fivet le ragazze dicevano che non era brava a fare l’ecografia). Mi accoglie con “ma lei farà l’amniocentesi?” eh? “signora deve decidere!”
Mostro gli esami e Tonto dice “ma li ha fatti proprio tutti!” E l’esperta gli dice “certo, se no non le avrebbero mai fatto fare la fivet” “ah, già”. Mi danno il mucchietto di impegnative con gli esami da fare, si rattristano quando affermo di sapere i cibi da evitare per non contrarre la toxoplasmosi. Mi danno il foglio con il mio calendario ostetrico, quello dove c’è anche quella data che non ho mai neanche pensato di pensare. E dove ci sono tutte le scadenze. Peccato che chi l’ha compilato sia stato un po’ distratto e abbia scalato tutto di un anno. I monitoraggi li dovrò inziare infatti a gennaio 2013 (ma hanno anche sbagliato il calcolo delle settimane). E il fugace pensiero è stato “magari sono i monitoraggi per il secondo figlio!”.
In tutto ciò della macchina della meraviglia, di questo totem della speranza che è l’ecografo non se ne parlava. ma l’esperta è stata mossa a compassione e mi ha promesso l’eco di straforo alla fine dell’ambulatorio. L’ambulatorio è durato altre tre ore e mezza, ma come si fa a dire di no alla carotina dell’ecografia?
Alla fine a gambe aperte e con la dildocam – sfolli memore della tua figuraccia ho prima chiesto se mi dovevo smutandare – io e Crysis abbiamo finalmente visto palletta, nei suoi quasi tre centimentri, e per la prima volta abbiamo sentito quel rumore, al doppler. Io ho trattenuto a stento le lacrime e uscita dalla stanza mi sentivo svenire.
Palletta io adesso ci credo e la pancetta inizia a vedersi, la vedo io perchè lo so, e l’ha vista anche la biologa che sono passata a salutare, quella che ha operato il miracolo. Stai sempre con me palletta, perchè ho visto la tua testa e ho pensato a quando ti avrò in braccio. Stai con me palletta, perchè questa settimana ho intenzione di dire a tuo fratello che esisti anche tu e lui proverà finalmente quei sentimenti che io non ho mai provato.

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