Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2011

Questa mattina, tanto ho tempo, ho scoperto la pancia e ho fissato. Avevo sentito che i calcetti stavano diventando ogni giorno più forti, allora ho alzato la maglietta e ho guardato. Un po’ di pazienza è stata premiata, ho visto il primo bozzetto!
Poi nel pomeriggio mia madre mi ha portato da Prenatal. Non ci ero mai stata, non in questi mesi intendo. Appena entrata mi veniva da piangere, poi quando la commessa mi ha preso in carico mi veniva da ridere, tutte le cose che mi raccontava, gli incontri. Ma sta succedendo a me davvero?
Oltre ogni scaramanzia ho anche iniziato a vedere le carrozzine. Faccio progressi, eh!
(ho preso due fasce per la panza…) Forse andrò anche all’incontro che organizzano, mi  sono resa conto che a suon di scaramanzia ho le idee molto confuse su un sacco di cose.

Read Full Post »

Una storia lontana

Ho già provato a scrivere questo post un po’ di tempo fa, poi l’ho cancellato. Non so neanche se arriverò alla fine, non so neanche se ha senso. Il tutto è riemerso perchè ho pensato “dai, visto che ho davanti a me questi giorni di riposo mettiamoli a frutto cercando di dedicarmi al progetto che tanto vorrei realizzare ma che davvero non so da che parte iniziare”, cioè scrivere un libro. E visto che io di fantasia ne ho poca ho pensato che potrei prendere spunto da qualcosa che mi è successo e magari ricamarci intorno. Un po’ mi vergogno a scrivere queste cose sapendo che c’è chi scrive per davvero tra i lettori, ma pazienza.
E questa cosa che mi è successa risale a molti anni fa, probabilmente circa venticinque. Avevo 8 anni, ed ero una bimba allegra e sveglia. Una bimba normale. I miei genitori avevano tanti amici in tutto il mondo e spesso erano ospiti a casa nostra. Come dire? La dico cruda, senza giri di parole. Uno di loro era un pedofilo. Non era il tipico vecchio bavoso con la canotta unta, successivamente tra le cose dei miei avrei rivisto delle foto che lo ritraevano. Era un ragazzo normale, tra i 25 e i 30 anni, nelle foto sorride al sole, credo in spiaggia. Non riesco a vivere in modo emotivo quello che è successo, è nascosto nei meandri della mia mente e sta bene dove sta. Ricordo che mi stavo cambiando e lui ha aperto la porta della camera, ma non ha chiesto scusa uscendo come avrebbe dovuto, è entrato. Poi il buio; non ricordo e non voglio ricordare. Ma dopo questa cosa è cambiato tutto. Ho sofferto di incubi terribili e insonnia e terrore a stare da sola, a scuola andavo male, io che ero sempre stata la prima della classe (anche un po’ rompimaroni diciamolo), mi fingevo malata per non uscire di casa, ero diventata cupa, non volevo lavarmi, non volevo cambiarmi mai le mutande. Riguardando la foto di classe di fine anno io sono seria e magra, quasi inquietante. Poi da lì lentamente sono tornata alla normalità. Nè la mia famiglia, nè le maestre hanno mai considerato importante capire perchè io stessi così male. Per i miei ovviamente era un disagio, mi sgridavano e ricordo una specie di tiro alla fune notturno per la mia necessità di essere rassicurata e la loro di riposare. Spesso la mattina mi trovavano a dormire ai piedi del loro letto. Dicevo, piano piano è passata ma io ne sono uscita radicalmente cambiata. Timida, introversa, tendente alla malinconia. Da adolescente ho passato una brutta depressione, disordini alimentari, un tentato suicidio. Anche lì nessuno ha ritenuto importante affrontare la mia situazione, ma tant’è che sono ancora qui, no?
Insomma il tempo è passato, io ad un certo punto ho maturato la consapevolezza di quello che è successo, ma va bene così, con l’aspetto emotivo seppellito da qualche parte dentro di me. Un paio di giorni fa in un momento di nullafacenza ho fatto una banalissima ricerca su internet su che tipo di adulti diventano le persone che hanno subito abusi infantili. E ne è uscita una mia quasi perfetta descrizione.
E questa cosa mi ha turbato, possibile che io sia io anche per quello che è successo? Come sarei se questa cosa non fosse mai successa? Mi sono sentita banalizzata, sminuita.
Non la voglio la vendetta, non sono arrabbiata con i miei genitori perchè me l’hanno messo in casa, del resto cosa ne potevano sapere? Forse sono un po’ triste perchè non sono stati in grado di aiutarmi, ma non è più questo il momento per tirare fuori vecchie questioni, è passato. Si è creata una specie di cicatrice in me, sarebbe cattiveria raccontare tutto a mia madre, lei credo non sopravviverebbe. E allora mi rimane addosso questo sentimento a cui non riesco a dare un nome, non è rabbia, non è dolore, non è paura… però sento che non è finito, c’è qualcosa di incompiuto ma non ho idea di come potrebbe compiersi, di che senso avrebbe.
Anche questo post ha poco senso, ma erano mesi che sentivo di scriverlo e quest’ultima scoperta l’ha reso inevitabile.

Read Full Post »

I bimbi frutto della PMA sono considerati/chiamati “bambini preziosi”. Tante volte mi è capitato con i medici, ma anche con la mia vicina di casa che non ne sapeva niente e le ho spiegato come è funzionato tutto (quando mi ha chiesto “se non hai avuto nausee come te ne sei accorta?” le ho raccontato). A me questa definizione non mi trova per niente d’accordo.
Secondo me una volta che nuova vita si è attaccata all’endometrio della mom-to-be, si resetta tutto. Non ci sono bimbi più importanti o bimbi meno importanti, tutti hanno lo stesso diritto di essere difesi e curati con tutte le forze possibili. Non esiste che se io ho contrazioni e ho fatto la fivet allora devo stare un mese a casa mentre se non l’avessi fatta bastavano due settimane. Non se il motivo è solo la preziosità, perchè secondo me non è un vero motivo. Se un figlio è voluto non conta come è arrivato, conta che sia lì.
poi spesso ho pensato a come sono poi come genitori quelli che hanno avuto difficoltà rispetto a quelli che non ne hanno avute. Io conosco alcune coppie che hanno avuto figli con la PMA, e qualcuna l’ho vista mentre facevo il mio viaggio. Sono eterogenee. Una donna mi ha un po’ spaventato, mentre stavo facendo il mio viaggio. Lei la figlia l’aveva avuta in zona cesarini, per così dire, e nonostante la bimba avesse ormai sui 6-7 anni, rimaneva un entusiasmo secondo me esagerato. Madre succube della bimba, bimba esuberante e aggressiva, erano venute in “pellegrinaggio” dal Gine per far vedere il prodotto della sua magia e la figlia era spronata a considerare il gine una specie di padre… Forse il rischio del vizio e delle attenzioni soffocanti c’è, che dite?
Le due coppie (che conosco e ho avuto modo di vederle con i figli) invece mi sembrano equilibrate. Riuscirò anche io ad essere un genitore equilibrato?

Read Full Post »

La gine aveva detto che potevo provare. Allora ho aspettato di sentirmi benino e ci ho provato. Santo Crysis mi ha accompagnato e dopo meno di 5 ore è venuto a prendermi. Non è andata come sarebbe dovuta andare. Il pomeriggio e la notte di nuovo male, di nuovo contrazioni. Incazzata nera, dalle 4 non sono più riuscita a prendere sonno. Allora visto la latitanza della ginecologa, visto le paranoie, l’ansia e la paura, ho fatto l’ennesima visita al PS. Dove per fortuna hanno visto che va tutto bene e non c’è un rischio immediato d’aborto. La contrazioni ora non sono pericolose. Continuo la terapia e soprattutto il riposo. Che è la cosa che ha davvero fatto la differenza.
Quindi quello è, devo stare a riposo. Mi piace ancora meno di quello che avrei pensato. Non riesco a liberarmi di questa sindrome di Wonder Woman. Vorrei fare tutto quello che facevo prima, o meglio non riesco a concepire che il mio corpo me lo stia vietando. Lo devo ancora accettare. ed è difficile, perchè mi sento una zavorra verso tutte le persone a cui voglio bene, perchè odio che si stanchino e si preoccupino per causa mia. Ho sempre preso questo riposo forzato come un fatto temporaneo, del tipo oggi sto qui, domani magari riesco a lavorare, e quindi non sono mai stata serena, passavo dall’ansia, alla frenesia, all’abbrutimento. La settimana che arriva la passerò tutta a casa, anche se ad un certo punto starò meglio. Ma perchè è così difficile da accettare?

Read Full Post »

Cara Anna

Perchè ti senti attaccata tutte le volte che parlo delle normofertili? Uno zoppo nei momenti di tristezza guarderà con malinconia quelli che corrono felici, è nella natura delle cose (almeno nella mia), è una debolezza e io quando ne sono vittima lo dico tranquillamente. Quando la mia amica a 10 settimane dal matrimonio mi ha detto di essere incinta di 8 settimane inizialmente ho sofferto pensando a tutte quelle sensazioni che io non ho mai vissuto, poi è passata e ieri vedendo la sua pancetta appena accennata sono stata felicissima ed emozionata, DAVVERO. Se non fosse vero qui lo direi, se no che lo tengo a fare il blog?
Ho anche riletto il post che ho scritto per cercare il sentimento di cui mi accusi, ma sinceramente non l’ho trovato, forse mi sono espressa male. Sono uscita dal mio guscio di sfigata fivettara, ho smesso di seguire i forum di colleghe fivettare (visto che nel mio piccolo sono stata anche un bel po’ fortunata!) e ho iniziato a frequentare forum dove chi scrive non ha avuto come unico scopo per tot anni la gravidanza, ma persone più… non vorrei dire  “normali”, insomma persone che non hanno avuto difficoltà nella gravidanza. Sto imparando molto anche da loro, sto imparando a prenderla più alla leggera, o almeno ci provo, visto i recenti problemi. Una cosa che mi ha stupito e che non mi aspettavo (ristrettezza mentale mia, visto che ho fortunatamente una coppia stabile, sono innamoratissima e sono ricambiata ed entrambi, per forza di cose eravamo preparati e felici per la gravidanza) è che ci fossero così tanti racconti di storie familiari tese. Tutto qua. Forse perchè se non è programmata, una gravidanza porta scompiglio; forse perchè a volte sia le ragazze che i ragazzi non credono che arrivi così presto, e un conto è sognare e l’altro e fare i conti con un bimbo che arriva per davvero; forse perchè a volte è una scelta operata più dalla donna e l’uomo la subisce e si mette paura e scappa o si comporta in modo diverso da prima. Insomma, la maggiorparte delle donne che frequenta questi forum è giovane (20-24 anni) e forse alcune di loro pagano anche un po’ di immaturità.
Insomma, Anna, un figlio ti stravolge la vita, a volte anche se voluto e programmato, e io per esempio adesso che la sto passando non liscia come pensavo mi trovo in difficoltà (leggi: a tratti dò di matto), e ci può stare che crei sconquasso nelle coppie. Nel post precedente che era lungo la metà di questo avevo solo fatto questa osservazione. Non mi sembra di aver mancato di sensibilità, anche perchè questo è il mio blog, che ha sempre avuto la connotazione di diario, e in quanto diario ci scrivo anche le cose che so non essere politically correct. E’ per questo che è anonimo, è per questo che in 5 anni e mezzo le persone che ho incontrato sono 3. Ognuno vive nel suo quotidiano hai scritto, vero, io vivo il mio. Poi è ovvio che essendo pubblico, puoi commentare quello che ti pare, e non ti invito certo a smettere di seguirmi, perchè io sono contenta di tutti quelli che mi leggono e mi seguono, soprattutto da tanti anni, se sei la stessa Anna che vive al caldo e che ho “conosciuto” prima di inziare questo lunghissimo viaggio verso la maternità. Non ce l’ho con te e non vorrei che le normofertili non lo fossero, vorrei esserlo anche io, tutta qui la mia amarezza. Ho scritto un papiro, spero che sia comprensibile, o almeno più comprensibile del post precedente.

Read Full Post »

Visto che mi sono messa il parental control a CUB, frequento forum più leggeri e allegri.  Forum dove alla domanda “dopo quanti tentativi siete rimaste incinta?” 30 su 40 risposte sono “al primo/secondo tentativo”, 5 sono comunque entro i primi 6 mesi, una ha messo le corna al marito, due hanno fatto casino con la pillola, una non l’ha ancora capito e una ha fatto la fivet (indovinate chi?). Sto scoprendo un mondo nuovo! Un mondo pieno di ragazze giovani e giovanissime incinte, che a 18 settimane hanno già cameretta-corredino-passeggino in casa (che devono aver anche delle case belle grandi!). Ma la cosa che mi ha scioccato di più, che però alla fine è anche naturale, è che una buona percentuale di queste ragazze a cui la gravidanza è arrivata senza difficoltà hanno un sacco di problemi di relazione con il compagno, con la famiglia, insomma sono piene di casini. Ecco, io su questa cosa non avevo mai ragionato. Tutte le ragazze/donne che ho conosciuto nel mondo bloggaro che hanno problemi di feritlità mi pare abbiano un rapporto piuttosto stabile e sereno con il compagno, e dove è arrivata, la gravidanza l’ha rafforzato. E invece è possibile che alla gente “normale” non succeda in così tanti casi?

Read Full Post »

Mi manchi

Dopo tutti questi anni, quando c’è qualcosa di importante nella mia vita, io vorrei che che tu fossi qui con me. Era un brutto momento per me quando te ne sei andata, e quando ho conosciuto Crysis, quando mi sono laureata, quando ho inziato a lavorare, quando mi sono sposata, e adesso che ho Palletta nella pancia, io ti penso.
E in queste mattine a causa della dieta faccio la stessa colazione che ti ho visto fare per tanti anni. Prendo il the della stessa marca che prendevi tu, le fette biscottate, la marmellata, e ti penso.
Quando ero al mare, nell’appartamento che hai comprato, sul cui citofono c’è ancora il tuo nome, dentro al quale sono finiti molti mobili di casa tua quando sei andata via, nella palazzo ho visto una donna, più o meno della tua stessa età quando te ne sei andata, ti assomigliava come un ritratto, sono rimasta imbambolata, sembrava una magia. E allora ho pensato a quanti anni avresti adesso, a come saresti, e forse per te è stato meglio così, andare via quando eri perfettamente autonoma, senza aver mai rinunciato a niente, ma tutti noi invece abbiamo dovuto rinunciare a tantissimo. Ho poi saputo che come moglie e come madre non sei stata semplice, ma come nonna non smetterai mai e poi mai di mancarmi.

Read Full Post »

Older Posts »