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Archive for novembre 2011

per i corridoi incontro una collega, ha un figlio di un anno. Mi guarda la pancia “allora, a gennaio partorisci?”
“beh, no, veramente a metà febbraio”
“ah, complimenti”

Oggi ad una riunione, un collega che conosco solo di vista “ehi, ciao! Non ce lo scodellare qui!”

alla stessa riunione, un collega pettegolo si siede accanto a me, si vede che non vedeva l’ora di spettegolare “ma allora quand’è che partorisci?” “a febbraio” “ma allora manca ancora un po’… sicura che sia uno solo?”

al lunch break incontro un vecchio compagno di studi: “beh, allora il momento è vicino, eh?” “… beh, mancano due mesi e mezzo…” “ah!” (un po’ perplesso e imbarazzato)

ma la più inquietante è la seguente:
oggi al corso preparto, prima lezione ufficiale (prima mi ero imbucata  alle ultime di quello precedente), come al gruppo di auto-aiuto tutte diciamo a che punto siamo. Quella seduta accanto a me ha una pancia davvero ragguardevole e io tra me e me mi dico “vedi che ce ne stanno eccome di pance ben più grosse della mia?” al suo turno ci comunica che è di 34 settimane. Mh. alla fine mi avvicino all’ostetrica per fare una domanda, lei mi guarda e mi dice “tu a che settimana mi hai detto che sei, 33?” “no, veramente alla 28…”.
Considerato che tutti mi dicono che non sembro ingrassata (anche chi non ha nessun motivo di ruffianata), considerato che quella misura del femore alla morfologica io l’ho sempre considerata un’esagerazione sicuramente non corrispondente a realtà… ma mi devo preoccupare?

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Capitoli

Estemporanee
Così, da un giorno all’altro, come se si fosse state amiche di vecchia data, si è organizzato questo micro-blog-meeting last minute. E così io e Alessia abbiamo pranzato insieme, e questi incontri lasciano sempre quella sensazione di “ma io ti conoscevo già, anche se non sapevo che faccia avessi!”. Anche se Alessia non è una che si sbottona, l’avevo sentita affine. Così, a sesto senso. Carino andare alla bettolina e alla domanda “siete in due?” togliendoci i cappotti e tirandocela anche un po’ rispondere “in un certo senso siamo in 4”. E ci unisce l’avere una mappa mentale di tutti i bagni a disposizione nei luoghi normalmente frequentati. E avrei voluto la foto del momento in cui, cappotto sbottonato e maglietta sollevata, ci siamo guardate i rispettivi ombelichi (un po’ stupito il suo, completamente arreso agli eventi il mio). Che dire? Spero di ripetere.

Fedeli alla linea
i primi body sono stati comprati. All’urlo di “Bandiera rossa”, sono stati comprati alla Coop, marca coop, di cotone bio. (come se la coop si potesse considerare ancora una roba di sinistra, solo perchè sulla tessera c’è scritto socio e non raccolta punti).

Giustificazione
Questa cosa che in gravidanza si dovrebbero prendere al massimo 13 kg, parliamone. Se io partissi da un peso iniziale di 50 kg, 13 kg sarebbero la bellezza di un aumento ponderale del 26%; se invece io partissi da 65 kg sarebbe invece un aumento solamente del 20%. Ecco io lotto per avere il diritto a quel 6% in più. (Il fatto che io sia a +11 kg a 28 settimane è ininfluente nel ragionamento).

Nottambulità
Io normalmente alle 21.40 mi spengo come Superviky quando andava nell’armadio, ma questa sera dovevo finire un lavoro con scadenza tassativa. Il mio nome in cima, tanta responsabilità. Botta di adrenalina nel cliccare il bottone “invia” che mi ha fatto venire mal di stomaco e la pancia dura. Allora mi rilasso bloggando un po’. (è l’una e mezza, normalmente a quest’ora mi sveglio per la prima tappa pipì).

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Sabato qualunque

Ci sono giorni in cui sei semplicemente felice. Ho fatto la pasta all’uovo a mano e mentre seccava sono stata in giro per il quartiere, alla posta, dal fruttivendolo, dal negozietto. Ho preso le puntarelle, sperando che l’amuchina non me le rovinasse. Ho preso la carne per fare il polpettone. Stavo bene. Poi nel pomeriggio sono stata all’incontro Prenatal sul neonato. Mentre andavo pensavo alle amiche in gita, mi è dispiaciuto tanto non poter andare, ma la mia eutonomia è davvero scarsa.
Tornando all’incontro, oggi pensavo che sarebbe stato il grande giorno, quello in cui avrei comprato qualcosa. La prima cosa. In fondo sono 27 settimane, vedo sui forum che molte hanno già tutto pronto a questo punto. Dopo l’incontro ero davanti allo scaffale con le cose per i primi giorni. Magliette, body, calzine, cuffiette.
Non ci sono riuscita.
Non sono riuscita a comprare nulla. Ho chiesto alcune informazioni sul trio (alla fine capitolerò, non ho alternative) e forse ho individuato quello che comprerò.
Non ho ancora capito come si vestono i neonati, ma conto di avere almeno un altro paio di mesi prima di doverlo fare. Ho poco chiaro la quantità di strati da usare. Camicina? Body? maglietta? boh. Ho ancora tempo, anyway.
Adesso mi si chiudono gli occhi e ho mal di schiena (che fortunatamente fino ad ora mi ha lasciato stare, inaspettatamente). Un collega mi ha passato un manuale che credo sia stato preso negli USA, “What to expect when you’re expecting” (può essere che fosse anche in “nine months” con Hugh Grant e Julienne Moore?).

La cosa buffa è che volevo un libro per avere qualche idea del neonato ma non sono riuscita ad andare oltre alla sezione “ottavo mese”. E’ proprio un blocco il mio! C’è anche quel canale su Sky, “Easy baby”, un asera mi ero detta “ecco, stasera lo guardo”, ma mica ci riesco, eh!
Ora vado a dormire. Lo so che sono le dieci e mezza ed è sabato sera, ma non riesco a tenere gli occhi aperti. Buonanotte.

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‘tacci vostra

In certi frangenti sono cattiva. Tanto cattiva.

Tra le ultime cose di corsa prima di mollare le poltrone anche le linee guida sulla fecondazione assistita. Maledetti bastardi. Niente PMA per coppie con malattie genetiche e niente diagnosi preinpianto. Maledetti.

Certo, meglio scoprirlo all’amniocentesi e dover fare un’aborto terapeutico. Una persona che conosco ha perso suo figlio piccolissimo a causa di una malattia genetica, la sua unica speranza adesso di essere di nuovo mamma era la PMA, visto che tra l’altro non è più giovanissima. Non posso pensare come può sentirsi.

Ma cos’è, un favore al vaticano del tipo “ricordatevi degli amici”? Non ho parole, svergognati. giocano con la salute e con la vita degli altri per il loro tornaconto.

Io auguro loro di sapere sulla loro pelle un giorno cosa vuol dire.

Policanti del cazzo, vi auguro di passare anni nella lotta per ottenere qualcosa che dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo, desideralo tanto da diventare pazzi, da diventare persone spente, da star male. E vi auguro di scoprire che questa strada vi è negata DA UNA LEGGE. Vi auguro di avere una malattia per la quale ci sia una medicina ma che non sia possibile trovarla in Italia. Vi auguro di perdere il senno vedendo la soluzione dietro un vetro senza poterla raggiungere.

Vi odio.

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Prime time

io il blog l’ho sempre usato solo come diario. E’ sempre stata la sua funzione primaria e quindi ho sempre evitato di parlare di cose “esterne”, anche quando proprio mi scappava. Ma oggi è troppo importante.
Mi è tornato in mente “la seconda guerra civile americana”, il film dove la crisi era gestita mediaticamente, e questa sera alle otto e mezza, in pieno prime time, eravamo tutti con il fiato sospeso davanti alla tv. Sbucciavo i miei tre mandarini, togliendo tutti i filetti bianchi e intanto aspettavo che Berlusconi uscisse di casa per andare finalmente a togliersi dai maroni. E aspettavo, e si è fatto aspettare come una prima donna. Ma è successo. Si è dimesso. Se Dio vuole Palletta lo sentirà solo nei racconti. L’Italia non è salva, è stata rovinata profondamente nel sociale, i politici adesso sono ancora più di prima i padroni, ricchi e industriali. che ne sanno solo della gente normale? Troppe cose sono considerate accettabili adesso, troppe cose sono state sdoganate. Spero che arrivi il punto in cui la ferita si rimarginerà. Io sono contro al liberismo sfrenato, e penso che la storia abbia dimostrato che è fallimentare. Io ho sempre vissuto lo stato come una mamma, ma forse sono ingenua o troppo idealista. O comunista.
Forse è successo troppo tardi, ma è successo. Ce ne siamo liberati.
Spero.
Bye bye Silvio!!

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Il mio pancreas funziona fortunatamente molto meglio del mio cervello e non ho il diabete gestazionale. Ieri ho fatto la curva, e il medico mi guardava mentre bevevo la melassa aspettando che mi venisse da vomitare. Avevo sete e fame e l’ho mandato giù senza problemi. Non che fosse buono, ma c’è di peggio. Quando ho finito il bibitone si era formata la posa sul fondo, allora ho preso altra acqua e finito proprio tutto tutto tutto. Il medico si è spaventato. Dopo tre ore avevo le braccia da tossica. Dopo 24 ore so che è tutto ok. Meno male non devo fare troppa attenzione alla dieta.
Questa mattina, allo scoccare delle 26 settimane per la prima volta ho avvertito il singhiozzo di Palletta. Ho sentito questi piccoli colpetti ritmici, ho controllato la frequenza, troppo lenta per essere il suo cuore e anche troppo lenta per essere il mio. Troppo ritmici e troppo lievi per essere calci. Pensa che ti pensa (tanto stavo nel traffico)… il singhiozzo! E’ stato molto dolce ed è durato una decina di minuti. I primi tempi in cui sentivo i movimenti un po’ mi impressionavo, mi faceva impressione l’idea di avere dentro qualcun’altro. L’endoparassita, come lo chiama il collega che ha studiato scienze naturali e che forse ha qualche rotella fuori posto. Negli ultimi giorni invece la sua compagnia mi piace, mi calma. Dà un senso a tutto quanto.
E poi oggi sono stata all’ipercoop e ho fatto un salto molto timido nel reparto neonati. Ho guardato velocissimamente i body anche un po’ imbarazzata, come un adolescente all’edicola che vuole comprare una rivista porno. Tutti quelli che passano sanno cosa succederà dopo. Chi passava e vedeva una pancia davanti ai body 0-1 sapeva perchè li guardavo ecco. E poi ho girato nell’altro corridoio, quello dei pannolini (perchè non si può dire che io sia serena e ottimista, ma pragmatica sì). Perchè ho pensato che se dovesse nascere prematuro andrebbe in tin e lì avrebbe bisogno praticamente solo del pannolino, e quindi la prima cosa che comprerò verosimilmente sarà un pacco di panolini. E voi avete mai visto una imbambolata con gli occhi lucidi davanti ai Huggies newborn? Chi passava di lì oggi l’ha vista.
Che questa storia del singhiozzo l’ha reso così reale che ho realizzato che io fino ad ora mi sono sempre e solo concentrata sulla gravidanza. Ma a giorni inizierà il terzo trimestre e porca miseria non ho la più pallida idea di come si gestisca un bimbo piccolo. La mia vita e quella del Pupetto si sono incrociate quando lui aveva due anni, quindi un po’ di cose le ho vissute, ma tutta la parte early mi vede completamente ignorante. Zero. No idea. Figlia unica, niente cuginetti, neinte figli di amiche, niente zie e nonne francamente poco affidabili (in questo siamo abbastanza d’accordo io e Crysis). Per fortuna che almeno lui c’è già passato. Insomma, il sunto è che io sono una secchiona e devo ancora incominciare a studiare. Avete qualche libro da consigliarmi? O qualche forum. Qualcosa del tipo “neonati for dummies”… Perchè comunque arriverà il momento in cui Palletta arriverà a casa e io lo guaderò e penserò soltanto “e mò?” Ho pensato anche di iscrivermi di corsa ad uno di quei corsi di pronto intervento (sempre perchè l’ottimismo è il sale della vita). So più o meno come si cambia un pannolino, so più o meno come si fa il bagnetto. Stop. Aiuto!
E poi chiedo alle già mamme, ma il trio è un acquisto utile oppure è uno spreco di soldi e di spazio? Io questa cosa non l’ho ancora capita.
Ma ho bisogno di tutte voi anche per un’altra cosa, e se ancora ci fosse qualche ometto, marito escluso, che passa di qua necessito anche del suo parere.
background: Crysis per lavoro conosce una ragazza da qualche tempo. Chiacchierano, parlano volentieri, anche lei ha un cane, lui le chiede istruzioni sulle iniezioni sottocute, lei quindi è a conoscenza del nostro percorso. Si perdono di vista causa cambio di lavoro di Crysis. dopo alcuni mesi lei gli chiede l’amicizia su facebook, chiacchierano, lei dice che si farà un tatuaggio da un tatuatore vicino casa nostra e gli chiede di accompagnarla. io la mia idea, molto serenamente, me la solo fatta. Crysis minimizza, asserendo di avere il sex appeal ai minimi storici per tutta una serie di motivi. Io credo che questa ragazza (alla quale la salute un po’ fa schifo) sia di diverso parere. Cosa ne pensate voi?

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Sogni o bisogni

capitolo 1. In questi giorni non sto tanto bene. Le contrazioni sono tornate forti come i primi tempi, quando mi sorprendono mentre cammino mi lasciano senza fiato e mi devo fermare. Anche di notte di nuovo mi capita di svegliarmi se mi giro perchè la pancia diventa dura. A volte la pancia tira e mi capita di avere doloretti come se fossero lividi sulla superficie della pancia. Prendo buscopan, ma se bevessi un bicchiere di cocacola probabilmente sarebbe la stessa cosa. Al quarto giorno consecutivo di pancia di marmo inzio ad essere inquieta. Penso che la cosa migliore sia chiamare la gine. Senza troppa speranza, mi ricordo la vecchia gine “buongiorno, vorrei parlare con la gine” “si, la faccio richiamare” dopo due giorni la gine richiama “dottoressa ho la pancia di marmo, sono andata al ps!” “meraviglioso, benissimo, continui la terapia e prenda appuntamento fra un mese”. Oggi invece questa nuova dottoressa ha risposto alla prima chiamata e mi ha detto “io la terapia al telefono non la cambio, venga che la controllo!” Dopo un’ora ero nel suo studio e mi ha visto subito. Nonostante la pancia di marmo il collo regge, good news! Non mi ha dato farmaci più forti, la prima terapia è il riposo. Dovrei lavorare meno, non dovrei guidare. Reggerò fino a Natale? Palletta è ancora podalico, speriamo che si giri.
capitolo 2. Nelle ultime due notti ho fatto due sogni tanto vividi quanto antitetici. La prima notte mi impiantavano in utero degli embrioni di altre coppie a mia insaputa e io mi arrabbiavo perchè qeusta cosa mi limitava la vita. Non potevo avere il parto naturale perchè ovviamente avrei ucciso questi embrioni. Non avrei potuto allattare perchè la prolattina avrebbe sicuramente provocato l’aborto. Mi facevo i conti di questa pancia affollata. questa notte invece per la prima volta ho sognato lui, proprio Palletta. Era nato e cercavo di allattarlo. Ero elettrizzata e spaventata e felice. Era bellissimo. Chissà, magari un sogno premonitore. Arrivata a questo punto il traguardo è così vicino che mi sembra che allungando la mano potrei toccarlo, ma ancora non ci sono, e nei momenti cupi, in questi momenti di pancia di marmo ho paura di non riuscire ad allungare il praccio per toccare il sogno. All’inizio ero spaventatissima, se pensavo al “dopo” mi venivano in mente le notti in bianco e le giornate da sola, prigioniera di uno straniero che non so interpretare. Invece una sera qualche giorno fa, mentre ero sul divano rilassata, tutto d’un tratto ho visto la stessa scena ma con Palletta in braccio. E da quell’istante è nata prepotente la voglia di vederlo, di annusarlo, di viverlo. E da allora la sera mi addormento ascoltando i suoi calci, o se mi sveglio la notte metto la mano sulla pancia e aspetto un suo segno.
Abbiamo ristrutturato la camera, adesso abbiamo un armadio grosso e sistemando le cose stiamo tenendo dei cassetti vuoti, i cassetti che saranno per le cose di Palletta. Non ho comprato nulla ancora. Quanto resisterò ancora?
Capitolo 3. Il titolo del post è il titolo di una canzone dei Quintorigo, gruppo che amavo molto all’epoca. Però la loro canzone che mi piace di più è un’altra di cui non è mai stato fatto il video.

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