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Archive for dicembre 2011

Antivigilia

il natale a casa Clara V non è mai stato particolarmente sentito, e quest’anno non fa eccezione, non abbiamo neanche fatto l’albero(abbiamo attaccato la ghirlanda fuori dalla porta giusto perchè ci era rimasta tra i piedi dall’anno scorso). Però quest’anno almeno è un bel momento e mi è piaciuto fare tutti i regali che ho fatto. E’ un natale speciale, e non serve neanche dire perchè. Oggi ho fatto la spesa in mezzo alla bolgia e sono corsa a fare gli ultimi regali (quelli che ieri sera ho urlato “oh cacchio! Ma ci sono anche tizia, tale, e le figlie di tal’altra!”). E ci sono state un paio di scene che volevo fermare. Oltre a non farmi passare, ma questo sono abituata, le uniche persone che mi offrono il posto regolarmente sono mamme o papà con bambini piccoli e ho sempre rifiutato. Oggi da Mac Donalds (si, ho il colesterolo a 300 ma del resto dovrò pure allenare il fegato per le feste, no? Ah, non funziona così?) una coppia mi si è infolata davanti. Io mi sono lamentata ad alta voce, ma hanno fatto proprio finta di non vedermi. Mi sono così incazzata che poi ho anche provato a cercarli ma purtroppo o per fortuna non li ho trovati.
Poi in libreria cercavo un regalo per una bimba, libri per i bimbi vicino ai libri di puericultura. Tra i libri di puericultura, ironia (o stronzaggine) di chi ha deciso la localizzazione c’è “perchè io no?”. Colgo la conversazione tra cliente e commessa. Il cliente voleva regalare questo libro ad una persona, verosimilmente con i problemi che chi legge qui conosce bene. La commessa lo fa desistere “ma no, le regali un bel romanzo che così si distrae!” Ecco, lì la prontezza di spirito mi è mancata e sono rimasta ferma imbambolata a guardarli, con il puzzle di My Melody in mano. Avrei dovuto dirgli “regalaglielo, invece, così si sentirà meno sola!”

Insomma, dopo queste feste ci sarà la mia ultima settimana di lavoro. Che per non farmi prendere dall’horror vacui io dico e mi dico che dopo la settimana di stop forzato causa allontanamento maritale per viaggio di lavoro magari torno ogni tanto. Tipo che il tal giorno ho la visita anestesiologica e quindi che faccio, non passo? e poi anche gli altri giorni, una volta che a casa è tutto pronto, che faccio, mi guardo la pancia facendomi salire l’ansia? Dai, vado qualche ora così mi distraggo. So che non sarà così, perchè sono sempre più stanca. Ma me lo dico, così non mi viene troppa paura.
Perchè ho fatto un errore oggi, quello che in tutti questi mesi non ho fatto. Ho guardato dei filmati di parto. E un po’ ho pianto e un po’ mi è venuta la strizza.
Sfolli, ma come fai tu? Dai miei calcoli ormai dovresti stare intorno alla 37 – 38, come fai a resistere?

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Riappendere i quadri

un po’ di tempo fa abbiamo rinnovato la camera da letto, poi per rimettere tutto a posto dentro la camera ce la stiamo prendendo davvero comoda. Oggi abbiamo riattaccato i quadri. Io li spolveravo e Crysis faceva il lavoro da uomo, cioè piantava i chiodi e un pochino si martellava anche le dita.
C’era quello con le foto del pupetto da piccolo piccolo.
C’era quello con le foto del matrimonio, e quelli con le nostre rispettive mamme.
C’era quello con il quadro di Klimt (che insieme a Keith Haring e Thun sono andati nella futura “zona lettino”).
E poi c’erano due stampe sorelle, che anni fa, forse 4 o più, mia madre porta dicendo “sono rappresentazioni indiane per la fertilità”).
Ecco, sapete tutti come è andata a finire.

Diciamo che il marito si è esibito in diversi mortacci mentre li appendeva e mi ha fatto promettere che li toglieremo quando cercheremo il secondo figlio.

Oppure vi domando: qualcuno di voi ha bisogno di un metodo anticoncezionale alternativo?

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Di tutto un po’

Oggi a Roma si sono uniti tre eventi che hanno fatto sì che fosse tutto un tappeto di macchine. Era venerdì, siamo sotto Natale e c’è lo sciopero dei mezzi. E io sono convinto che con questa combinazione di eventi anche chi non ha nessun motivo per prendere la macchina, la prende per essere parte del tutto, per pogare sulle consolari.
Insomma tornare ha casa mi ha preso un’ora e mezza di imbottigliamenti. Ho avuto modo di fare il giro blog, scambiare messaggi, ascoltare la radio e pensare un po’. Ho pensato ad un’amica trovata qui nella blogosfera, oggi è un giorno speciale per lei e spero che l’anno nuovo le porti il reglo più bello.
Ho pensato a questa gravidanza, che è ormai ad un ottimo punto. 31 settimane. Non sono riuscita a viverla come avrei voluto. E’ stata permeata da uno stato d’ansia continuo. Prima perchè era il primo trimestre e non avevo fiducia che il mio corpo fosse in grado di dare ovetti geneticamente adeguati. Poi queste cavolo di contrazioni, che ho ininterrottamente da 15 settimane. Mi ricordo la disperazione delle prime settimane, il tempo che non passava mai e la paura che non mi abbandonava. Poi i giorni sono passati e ormai sono circa 3 settimane che sono più serena. Più o meno da quando ho pensato “se anche dovesse nascere adesso sarebbe dura ma alla fine saremmo insieme”. E allora ho inziato a comprare le cosine.
Fra meno di 20 giorni vado in maternità e inizia una nuova vita.
E poi ho notato una cosa riguardando gli appunti che ho preso al corso preparto: parlano tutti di cibo. Tipo che sull’allattamento l’unica cosa che ho scritto è “fare cinque pasti al giorno”.
Ma in questi giorni mi sto facendo una domanda. Sono sempre stata dell’opinione che le cellule del cordone siano una risorsa. e ho sempre pensato alla donazione. E poi ho pensato “e se?” Voi come la pensate? Donazione o conservazione?

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“quel” bucato

Anche a casa Clara V e Crysis è arrivato il momento di fare quel bucato. Inaspettatamente non mi sono commossa. Però è stato bellissimo!

 

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Avrei voluto

Avrei voluto scrivere tante cose, avrei voluto scrivere della flussimetria, con questo bisonte  fuoriscala che cresce nella pancia (ma non avranno cannato le scale se sia il mio che quello di sfolli sono fuori norma?). C’è un valore al limite della norma, ma pare che non abbia conseguenze: per sicurezza la settimana prossima flussimetria extra.
Avrei voluti scrivere anche de corso preparto, e di tutte le vaccate che dice l’ostetrica, e dell’acredine che ho notato tra ostetriche e medici che mi fa un po’ ridere. Finalmente so cosa dovrò portare in ospedale. Assolutamente da non dimenticare i calzini di cotone per il parto perchè se ti puzzano i piedi fai svenire le ostetriche. (che poi in realtà Palletta si è messo trasverso, tipo in amaca e speriamo che si giri e che si fermi a peso e dimensioni gestibili dal mio… dalla mia… ecco ci siamo capiti no? Se no un taglio e via. Da qualche parte dovrà uscire.
Avrei voluto scrivere anche di come si muove la pancia, dell’effetto che mi fa avere una bestiola di più di 40 cm li dentro. Avrei anche voluto raccontare delle cose che ho preso e che sto prendendo, che piano piano sto capendo come si devono vestire i neonati. Su come si debbano gestire ancora non so.
Avrei voluto parlare un po’ del lavoro, del fatto che fra un mese sono in maternità. Prima avevo paura, adesso non vedo l’ora di preparare la casa. Di altre cose del lavoro vorrei parlarne ma è meglio di no.
Più di tutto avrei tanto voluto anche io partecipare al contest di mamma è in pausa caffè. Non sono una che partecipa ai giveaway, ma leggere tutte le storie delle partecipanti mi è è piaciuto tantissimo e avrei anche iniziato a scrivere, ma tutte le volte che mi fermo davanti al pc (tutte le volte che mi fermo a dire la verità) mi addormento tipo magia.
Ah, prima che il sonno mi raggiunga anche stasera mi sono accorta che adesso Paletta sente i rumori. Un paio di giorni fa sono convinta di averlo svegliato… con una puzzetta!

Buonanotte

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lo scorso weekend

Sabato mattina mentre preparo la colazione sento un grugnito dalla camera del pupetto. Vado a dargli il buongiorno e mi dice di aver sognato Palletta. “Ho fatto un bel sogno!” dice. Palletta era alto e bello. Poi la mattina è stata tutta io e lui perchè Crysis doveva lavorare. Siamo andati a fare merenda al bar chiacchierando e tornando io cucinavo, lui giocava un po’ e insieme ci guardavamo il concerto per Freddie Mercury. Più rilassante di una spa. Poi io dovevo lavorare e mi sono persa quando alla partita ha fatto gol e ha festeggiato facendo il gesto del pancione e facendo sciogliere tutte le mamme presenti. E domenica mattina aprendo la casella di posta una bellissima notizia, inaspettata, una delle più belle che potessi ricevere.
I giorni di lavoro che mi separano dalla maternità (io? maternità? ma che davero? (detto alla romana)) sono ormai pochi. Sperando che dopodomani la visita vada bene manca comunque circa un mese. Non sembra neanche vero.
Anche se ogni tanto il mio corpo mi manca. Mi manca esserne padrona, mi manca un po’ di spensieratezza.
E poi cacchio sto Palletta inizio ad esssere curiosa, inizio a sentirmi pronta. Che è anche ora, no?
E niente, incrocio le dita per mercoledì.

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Scoprire di avere una scarpa slacciata può essere fonte di sconforto.

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