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Archive for marzo 2012

Ho iniziato più volte a scrivere, ma ho ormai un’autonomia inesistente. Palletta è uno di quei bimbi che non dormono. Sostanzialmente sveglio dalle 7.30 alle 23.30. Sonnellini di un quarto d’ora, ma rigorosamente un braccio. Quindi l’assenza non è cattiveria, è proprio che manca il tempo, e sovente anche la lucidità. Ho letto sul libro della leach che ci sono bambini che semplicemente hanno bisogno di meno ore di sonno. Mia madre dice che anche io ero così, e in più la notte non ho dormito per 8 anni. Se in questo c’è della genetica non mi sento affatto consolata. Lui la notte vuole mangiare, nonostante i miei tentativi di stroncarlo con il LA la sera.
Ma come dicono tutte quelle che incontro i maschi sono voraci. E lui è anche figlio mio.
L’allattamento era partito bene, e guardavo anche con sollievo a tutte le storie che avevo letto. Poi ci sono state le coliche, stress e repentino cambio di dieta. Senza rendermene conto in capo a due giorni non avevo quasi più latte. Allora ho fatto la cura della tetta, l’ho tenuto attaccato un giorno intero, facendo doppia pesata ad ogni poppata, e la situazione si è ristabilita. Ma mi ha insegnato tanto. Che probabilmente non allatterò a lungo, visto quanto poco è bastato, e che il latte è veramente una questione misteriosa, come diceva sfolli che diceva mamma pellona.
Lui cresce a vista d’occhio, e da qualche giorno abbiamo sorprese quotidiane, piccole conquiste, sorrisi sempre più frequenti, lo sguardo sempre meno perso nel vuoto, la testa sempre più dritta. La pretesa di guadare il mondo. Ho fretta che cresca ma poi so che mi mancherà da matti questo momento, questa luna di miele, anche con i suoi alti e bassi.

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And the winner is…

Care tutte, cari tutti
Finalmente mi sono decisa a sorteggiare il vincitore del giveaway. Meglio tardi che mai, no?
Allora la data era stata azzeccata in data 3 febbraio da due persone: Sara e Laura Valzy. A questo punto mi sono affidata a Random.org per l’estrazione, scegliendo come metodo il lancio della moneta, e scegliendo come moneta il Real brasiliano, che è praticamente uguale all’euro.

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Prima dell’estrazione avevo stabilito che Sara sarebbe stata TESTA e Laura sarebbe stata CROCE.
Mi sono allora affidata ad un numero di lanci dispari e il risultato è stato il seguente:
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Quindi, cara Laura, mandami il tuo indirizzo che presto riceverai questo

Se però non hai la vasca da bagno ma la doccia invece c’è questo

Ps: il mio indirizzo è clara_v@tiscali.it

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Anche io, come Sfolli, sarò pedissequa nel prendere parte (con ritardo, come andare a piazza Esedra la domenica pomeriggio quando la manifestazione era di venerdì, ma pazienza) al cacca-pride day di Seavessi. Io come mamma sono piuttosto nuova, quindi non ho grande esperienza di interazioni con persone poco interessate. O forse il latte mi ha dato talmente tanto alla testa che anche se non lo fossero non sarei in grado di rendermene conto. Ma no, dai. In questo quasi-mese di mammitudine ho parlato solo con persone che mi facevano visita per conoscere il piccolo.
Ma posso parlare di quella volta che ho pianto commossa davanti ad una cagata monsonica. Nei primi giorni a casa Palletta ha avuto le fatidiche colichette, seguite poi da una interminabile (ai miei occhi) stitichezza. Allo scoccare delle 24 ore mi sono preoccupata, allo scoccare delle 48 ore il mio cuore sobbalzava ad ogni puzzetta e lui era a dir poco con i maroni girati… E lo sa la Marcuzzi quanto la stitichezza renda le persone girate di maroni. Allora Crysis, che è uomo di cuore e di fegato, prende in mano la situazione, lo porta in bagno e opera su di lui quella stimolazione che prima di esser mamma consideravo alla stessa stregua di una tortura medievale: il termometro nel culo. La barbara stimolazione ebbe l’effetto sperato e Palletta investì il genitore con una cagata a geyser di grande soddisfazione. Io mi ero nascosta dietro a Crysis, che fu investito in pieno dall’onda anomala. Lui si è dovuto cambiare completamente, e ovviamente il bagno sembrava un campo di battaglia, ma io piangevo come alla fine di “Videogirl Ai” (un fumetto giapponese a cui mi ero appassionata).
Poi se l’anno prossimo ripetiamo il cacca-pride day sicuramente avrò molto altro materiale

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Metodi

Cinque anni fa quando abbiamo preso la cana eravamo imbottiti di concetti di addestramento e gestione del cane, degli spazi, del branco, del capo branco e via. Tempo 6 mesi (ma giusto perché abbiamo aspettato il freddo) e dormivamo tutti e tre nel lettone. Abitudine che si è poi interrotta solo perché è troppo grossa e non mi lasciava dormire.
Quando palletta è arrivato a casa il cosleeping non era neanche preso in considerazione. Devo continuare? È iniziato con “10 minuti dopo la poppata così si addormenta bene”, continuato con “è un’ora che il gremlin si contorce e si lamenta, lo metto giù e prima o poi si addormenterà”. È finito con un po’ di tetta consolatoria e poi rotola accanto a me, così ormai da svariati giorni. Condito spesso da fiotto di rigurgito quando siamo ormai tutti quasi addormentati. E così passano serene le nottate.
Ma comunque a parte questo sto vivendo questi giorni che passiamo insieme come una luna di miele. Avevo paura di fare fatica a gestire tutte queste ore in solitudine con lui, e invece stiamo prendendo le nostre abitudini. Ritmi ancora non tanto, visto che mangia con una frequenza spaventosa, ma sono ottimista. Allattare è bello e vedo che anche lui spesso quando arriva la tetta si rilassa e si abbandona beato (tranne quando è vuota e si incazza e parte la sirena).
Il latte ora è il mio lavoro, rimane l’aggiunta serale (ma non quella notturna) dettata solo dal fatto che a quell’ora mi manca proprio. Bevo tisane, cerco di mangiare equilibrato, ogni tanto inserisco cibi nuovi (ho fatto anche la prova cioccolato… Ahi ahi ahi!). Da un lato è un po’ una schiavitù, ma ora non ho altro da fare e mi ci piego volentieri, certo che è bastata una sera a cena fuori per avere poco latte il giorno dopo… Ho la tetta volubile evidentemente.

Ho drammaticamente lisciato il cacca-pride day, ma adesso mi metto in pari.

Ps: è normale secondo voi che io usi gli stessi principi di educazione spicciola con Palletta e con la cana? Tipo che la cana la premio quando non fa la matta e Palletta se piange cerco di consolarlo ma lo prendo solo quando smette di piangere (in teoria)

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Ebete

Non so cosa mi sia successo. E’ da ieri che semplicemente sorrido beata e innamorata. Forse è perché lui dorme tranquillo delle ore nella carrozzina, forse non so neanche io perché, ma mi piace. Questa notte ho dormito 4 ore di fila. Solo quelle, però di fila. E mi dovrò organizzare per fare anche lo spuntino notturno.

Ho comprato la fascia perché nel marsupio mi sembrava con il collo troppo insaccato. Sto guardando in modo compulsivo i tutorial su internet ma non va. Ho fatto due tentativi: il primo è stato un disastro e lui piangeva come un’aquila. Il secondo è andato meglio, ma siamo lontanissimi dal poterla usare come mezzo di trasporto. Riproverò a intervalli regolari.

Mi domando una cosa: ma se io dovessi uscire e volessi tirarmi il latte quando lo posso fare? mi spiego: Mister Palletta mi ciuccia via l’anima, ogni volta mi lascia con le tette scariche e arrivano giusto ad avere il latte per la poppata successiva. E  anzi la sera arrivano scariche scariche e mi tocca dare l’aggiunta per poter andare a dormire qualche ora. A questo punto quando lo posso tirare? nonostante il tanto tempo libero non riesco a trovare una soluzione a questo rebus. e ho anche preso i sacchetti sterili medela! (sì, a volte ho necessità di buttare i soldi, lo ammetto).

Ah, io che avevo paura di avere poco latte, mister Palletta cresce a vista d’occhio e ha messo su quasi 6 etti in due settimane, tipo che ieri lo stavo per strangolare con un body che fino a due giorni prima gli stava benissimo. Mi fa strano che a solo due settimane dalla dimissione devo già dismettere delle cose che gli avevo comprato.

E domani sentiamo cosa dice la pediatra!

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Mamma da 17 giorni

Palletta ha le coliche. È uno strazio vedere che dopo 5 minuti dalla fine della tetta si mette ad urlare. Io che già campo di sensi di colpa non posso che sentirmi colpevole. Cosa gli fa il mio latte? Anche se so che non è colpa del mio latte è difficile crederlo in quei momenti. Mi sto drogando di camomilla e finocchio, cercando di mangiare meglio possibile.
Che mio padre fosse quello con la verità in mano si era già capito da tempo, ma che lo fosse anche con la puericultura mi è sinceramente nuova, lui che non entra neanche in bagno quando lo si cambia per paura di dover annusare la puzza della sua cacca. Sopporta con malcelata irritazione la mia limitazione nel cibo.
Ma come niente salsiccia?
Eh, c’è il pepe, vorrei evitare i cibi irritanti ancora per qualche settimana.
Ma se non mangi niente poi diventerà uno schizzinoso!
Papà ha due settimane, dai il tempo al suo intestino di mettersi in paro, visto che tipo stanotte si è lamentato tutta la notte.
Lo volete il pepe sulla pasta?
Io no, grazie, magari metti da parte la mia e poi metti il pepe.

Ma andate fuori a fare le foto, che non siamo mica in Finlandia!
È vero, e la giornata è mite, ma lui si sta addormentando e non mi sembra carino portarlo in piena luce per una foto, visto tra l’altro che ci abbiamo messo un’ora per raggiungere questo traguardo.

Io saró anche iperprotettiva, ma sinceramente penso che qualche attenzione se la meriti questa Palletta d’amore, o no?

Lo posso mandare a quel paese?

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Già due volte Crysis mi ha fatto questa domanda: ma ti ricordi come stavamo un anno fa? E chi se lo scorda. Era il baratro, l’ansia, la disperazione. E stavamo per andare ad un battesimo e c’era l’incognita della puntura di gonasi. Era brutto, bruttissimo.
E hai compiuto due settimane, 10 giorni a casa insieme. Direi che va abbastanza bene. Cambi tutti i giorni e mi assomigli tantissimo. Di notte hai dormito quasi sempre, fino ad ora, ovviamente tranne le poppate. Cambi tutti i giorni, ogni giorno un po’ più sveglio del precedente, ieri mentre eri in braccio a papà una prima risata sgangherata (cavoli, di già?), oggi un’altra mentre pulivo il bagno.
L’arrivo a casa è stato un trauma; mi ero figurata una cosa molto romantica, io e te a letto insieme, a fare amicizia. E invece eri stremato dalla fame, e non riuscivo ad attaccarti e dopo un tempo infinito di strilli ti abbiamo dato il biberon. Io piangevo e mi sentivo fallita. Il giorno dopo invece sono riuscita a farti attaccare. Avevamo già preso il tiralatte…
I primi giorni era terrore, mentre dormivi passavo il tempo in pizzo alla sedia, quasi senza respirare. Una notte mi stavo addormentando con te in braccio, e riaprendo gli occhi vedo che stavi facendo le facce e ti avrei mangiato di baci.
Incrociando le dita con il latte va abbastanza bene. Ti attacchi circa 8-9 volte al giorno, sei vorace e perdonami l’aggiunta notturna, ma ne va del mio equilibrio. È stressante, ho paura a mangiare qualsiasi cosa. Paura che il latte diventi troppo pesante, paura di mangiare qualcosa di allergizzante, paura di mangiare troppo poco. Sento che il latte aumenta, ma anche la tua fame. Voglio essere abbastanza per te.
Quando ti metto nell’ovetto ti parlo e ti canto, ti canto “bandiera rossa” come cantavano a me da bambina. Ho pensato a mia nonna e mi è venuto da piangere, ma ti parlerò tanto di lei.
Purtroppo siamo stati molto soli, il lavoro di Crysis non gli ha permesso di prendere il congedo, ma ce la caviamo e i momenti che passiamo tutti e tre sono preziosi e bellissimi.
Sono anche uscita di casa, ho portato fuori la cana, ho fatto la spesa. Che fatica staccarmi, ma un po’ di luce mi ha fatto bene. Aspetto il momento in cui potremo uscire insieme, tanto manca poco, la primavera sta arrivando!

Il post è molto sconclusionato, la sparsità di pensieri è ancora dominante, ma ho urgenza di fissarli. Ho fretta di vederti crescere anche se so che non dovrei. Ho voglia di guardarti negli occhi.

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