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Archive for ottobre 2012

Alla fine

Alla fine sono andata su youtube e ho cercato il pezzo della litizzetto. Sicuramente banale e nazionalpopolare, ma del resto stiamo parlando della trasmissione di Fabio Fazio, mica di 60 minutes. Il fatto che lei non abbia figli biologici, ma due ragazzi in affido (che come mi insegnate è diverso dall’adozione) mi porta a pensare che anche lei in un momento della sua vita abbia dovuto affrontare il tema dell’infertilità. Poi magari sbaglio. Ecco voglio dare una chiave di lettura alternativa: e se rosicasse perchè altre hanno ottenuto quello che lei non ha avuto?
Certo il mondo è pieno di bambini bisognosi, peccato che sembra che vengano utilizzati per spillare soldi alla gente (questo è quello che ho letto sull’ado internazionale, correggetemi se sbaglio. Oltre a migliaia di euro per la macchina burocratica spesso serve “oliare” funzionari locali per velocizzare/sbloccare). Insomma io conosco persone che hanno adottato. Sia nazionale che internazionale. Ma guarda caso sono tutti ricchi professionisti con posizione solidissima. E molti anche ammanicati politicamente. E allora Lucià, vaffanculo.

Dovessi elencare tutti i post he avete scritto e che ho letto sull’argomento rischierei sicuramente di dimenticare qualcuno. Ho apprezzato molto quello di Ero Lucy (non riesco a linkare con il cell, scusate).
Insomma, l’infertilità è già una brutta bestia, perchè ci rompete tanto il cazzo? La natura ha voluto così? Ecco allora al prossimo mal di gola lasciate gli antibiotici nell’armadietto. La prossima volta che una persona a cui volete bene avrà il cancro (perchè statisticamente succede) non andate a perder tempo con dottori e chemio, tanto la natura matrigna ha voluto così.
Ma vaffanculo, và!

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In periodi come questi mi sento fuori fase rispetto al mondo. Visto che lui é sempre quello e non può avere accelerato, sono io che sono in affanno, che sono rallentata. E ho questa brutta sensazione di perdere il filo dei discorsi, di perdere il filo delle persone. Di non riuscire mai a dire la cosa giusta anche se da qualche parte dentro di me c’é, o almeno spero. Persone a cui voglio bene che mi rendo conto che scivolano via, le perdo, fa male. Che magari hanno bisogno di un gesto, una parola, ma da me non riescono a trovarla e allora sto male perché non vorrei che fosse così. Sempre quel senso di inadeguatezza che mi raggiunge appena mi stanco, che colpisce appena mi sento un po’ più fragile. Mi sento ottusa, ma in periodi diversi sarei pronta a scommettere che non lo sono. Ma adesso invece penso proprio di esserlo.

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Corsi e ricorsi

Insomma oggi sono stata al battesimo del figlio di un’amica. Si sono sposati 15 mesi fa, il figlio ha 6 mesi, capito l’antifona? E mi raccontava la mia amica di quando la settimana scorsa ha avuto una brutta influenza gastrointestinale che ha passato a tutta la famiglia. La cognata ha inziato a vomitare come tutti, senza poi smettere come tutti. “Ma come mai vomito?” Ha fatto il test et voilá incinta. E la mia amica me lo raccontava come se fosse la cosa piü normale di tutte, beh perché in teoria lo é. E quella sensazione pungente é tornata. Un’emozione che probabilmente non proveró mai. Lo so che sono ripetitiva, ma queste cose sono radicate nel profondo dell’anima. Non ci penso piú spesso, e meno male, peró quando mi vengono proprio sbattute in faccia queste gravidanze facili un po’ mi rode. Con tutto che nel mio piccolo ho avuto una fortuna immensa per cui non smetteró mai di ringraziare.
E niente, mi volevo solo togliere questo sassolino dalla scarpa. Ora vado, é uscito il mio videogioco preferito di ragazzina per ios e allora vado ad immergermi nell’oblio.

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Argento vivo

Eccolo il post smielato dopo tutti questi pochi/tanti 8 mesi. Palletta è un’esplosione di Pallettosità a pila atomica. Gattona ormai da un po’ e ignaro dei pericoli sfreccia da una parte all’altra di casa alla ricerca di fili elettrici, buste di plastica, contenitori d’acqua preferibilmente pieni. Tipo che la cana ora puó bere solo in giardino, la sua ciotola dell’acqua è stata tagliata dalla spending review che ci vieta di effettuare innumerevoli cambi completi al Palletta. L’unico problema è il pessimo rapporto con il sonno. Di giorno o di notte, si dorme male. Alcune notti sono così agitate che non riesco a chiudere gli occhi per un’ora di fila. E quindi ho il cervello in pappa completa. Perchè se non dormi per due o tre notti di fila hai sonno. Magari anche tanto, ma sonno. Quando le notti diventano 7 o 8 il sonno lascia lo spazio ad una nebbia fitta e nera che circonda il cervello. E la notte è lunga e brutta e spaventosa (tra la paura di perdere il senno e le paure cretine tipo che una notte avevo paura che mi rapissero gli alieni). Ma poi il sole sorge sempre, anche se a volte con qualche strascico. Una mattina aspettavo al semaforo pedonale. Era rosso. Dopo un po’ alzo di nuovo lo sguardo, era ancora rosso, ma il cervello malandrino e obnubilato mi dice “vai vai tranquilla, è il tuo turno”. Quindi questo post sarebbe potuto arrivare dal reparto di ortopedia, ma sono stata fortunata.
Ma del resto fa parte del pachetto, e tra tutte le prove a cui ti può sottoporre la mammitudine, direi che non mi posso certo lamentare. È valsa la pena. Di tutto, delle attese, dei pianti, di tutti quei “ma perchè io no?”. Lui è perfetto per me, e lui è lui anche grazie a tutto quello che ci è stato dietro. Quindi ringrazio anche te, Mostro Infertilità, perchè se possibile adesso me lo godo anche di più.

Ps: come potete notare dal tono energico, questa notte ho dormito abbastanza.

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Just a perfect day

Ci sono invece giorni così, in cui ti ritrovi la sera a guardare insieme quel tizio che si é buttato giú da 40 km (e ho passato le due ore dell’ascesa a domandare: ma chi glielo fa fare? Salvo poi capirlo quando é atterrato), in cui la giornata é passata tutto sommato tranquilla, in cui sono riuscita a far star bene Palletta, che ha riso tanto, e mi metto a letto soddisfatta. Non so se era la vita che volevo, ma se a Clara 15 anni piú giovane avessi mostrato questa giornata, lei sicuramente avrebbe pensato che non é proprio niente male.

Ps: oggi parlavo con una mamma di un ragazzo di 20 anni, che quando a 16 anni ha trovato una fidanzata stabile non era contenta, avrebbe preferito che “vivesse un po’ di piú”. Questo stesso ragionamento l’ho sentito fare ormai da un numero sostanzioso di genitori di ragazzi e ragazze di 18-20 anni. Il fidanzamento “da liceo” per spiegarci, viene considerato come una zavorra che impedisce al ragazzo di “divertirsi”. Ma é così? Io ho avuto un fidanzato “da liceo”, e finché é durata ha avuto un effetto positivo su di me e mi ero anche offesa quando mio zio mi aveva detto “ci stai da troppo, lascialo!!”. É cosí negativo invece?

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E poi

Io mi lamento della solitudine e poi sono io che al primo pensiero storto mi isolo. Il cervello lavora lavora lavora e dalla bocca non esce niente. Se ci provo fatico e non riesco comunque a spiegarmi, meglio quindi fare finta che la vita sia solo quella patina superficiale. Allora cerco il silenzio e il buio e non sono soddisfatta di come sono.

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?

Ma la mia vita è questa qui? È così che sono io o un giorno in un futuro vicino o lontano saró qualcosa di diverso? Cosa faró fra due anni e mezzo quando il mio contratto finirà e ancora saró lontana dai requisiti per diventare professore? Fra due anni e mezzo il mio scopo sarà ancora questo? Saró ancora qui a guardare il cielo di Roma? Cosa succederà?

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