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Archive for gennaio 2013

Venerdì dopo pranzo ho iniziato a sentirmi male. Mal di stomaco. Credevo di essermi avvelenata, avvo paura di svenire sul treno mentre tornavo. In serata i dolori si sono tramutati in dolori alle ossa. Aaaaaaah ho capito! Ma io sono più forte di te, virs parainfluenzale dei miei stivali. Che una mamma non si può ammalare, soprattutto quando quello che si prospetta è un weekend di festeggiamenti (ogni anno meno sentiti, dirovvi). E infatti ora che sto meglio e sono sul treno in direzione lavoro, il weekend mi rimane in una bolla poco definita. Insomma, siamo sopravvissuti anche a questo.
Buon inizio di settimana (ho scadenze che si avvicendano, vicine e adrenaliniche, ma non mi disturba, lo sento come una fase successiva del ritorno alla vita)

Ps: sempre riguardo le cose normali, abbiamo i primi pantaloni con il ginocchio bucato dal gattonamento. Li manterrò come una reliquia.

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2013-1978

Dicono che quando Dante scriveva “nel mezzo del cammin di nostra vita” si riferisse ai 35 anni.
Questa mattina mi sono alzata (non posso dire “mi sono svegliata” perchè ero sveglia dall’1.08), ho portato Palletta dal papà, mi sono chiusa in bagno a sclerare perchè ho sonno.
Poi, durante la colazione ho controllato Facebook, dove ho trovato gli auguri di una ragazza che è passata dal laboratorio per tre giorni un paio di anni fa e che neanche aveva lavorato con me. Allora sono andata su “impostazioni” e ho cancellato la mia data di nascita. Solo per dare un’idea del mio stato d’animo odierno.

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Anche questo è normale

E poi ci sono le sere in cui non riesco a farlo sorridere, e nonostante i miei sforzi lui pianga e pianga e pianga, e io mi sento una cacchina inutile.

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Le cose normali

L’altra notte ho sognato che ero incinta. Facevo il test (quello digitale) e usciva la scritta 3+. Pensavo mille cose, pensavo a quanta ansia non avevo vissuto non sapendo, pensavo che non sarei stata in grado di amarlo come Palletta, pensavo “ma allora sono -normale-!”
Ieri passeggiavo con palletta. Le mimose sono pronte a fiorire e questo è il segno che la primavera non è più così lontana. E pensavo a tutto quello che voglio fare. Lo voglio portare al mare e lo voglio portare al bioparco. E la normalità di queste cose mi ha illuminato. Tante volte ho temuto che questa normalità mi fosse preclusa, e ancora adesso non riesco a non scoprirmi grata e stupefatta per questi piccoli (?) passi.
Palletta, ahimè, non dorme. È cosa nota ai più. Dorme solo in compagnia. Allora i giorni in cui non lavoro mi metto a dormire con lui il pomeriggio. A volte dormo, il più delle volte penso, ragiono, collego. Ho maturato molte idee lavorative cullata dal suo respiro. So che non durerà per sempre, e so che mi mancherà tanto, e allora perchè dovrei togliere a lui e a me questo momento di serenità? Visto che lavoro a tempo pieno, in fondo quando sono a casa cos’ho di meglio da fare?
Ieri ho rispolverato la macchina del pane, era più di un anno che giaceva inutilizzata su un ripiano alto. Ho fatto la pizza. È una cosa importante perchè vuol dire che anche quella parte di testa che non è votata alle incombenze irrinunciabili sta ricominciando a funzionare. Mi torna voglia di cucinare, bello.
Nei momenti in cui non sono sommersa dalle incombenze trovo un attimo e riesco a guardare oltre, respiro bene e lascio che i sogni prendano forma. E allora mi ritrovo a studiarmi il sito di quella università così lontana, ma che oggi sembra più vicina, leggo le pubblicazioni dei professori e cerco di capire con chi potrei lavorare. Oggi sembra quasi vero.

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Solo per dire che

Sono stata da dio. Palletta è vero è faticoso non dorme non lascia neanche il tempo di fare la cacca, ma è stato un idillio, un crearsi di legami ogni giorno più forti e belli. E ieri pensando di tornare a lavorare mi prendeva l’ansia, il pensiero assurdo “ma ho fatto tutti i compiti?” Affiorava da ansie lontane, subito zittito ma non abbasanza. E Palletta che stamattina quando ho messo la giacca si aggrappava alle gambe e non voleva staccarsi. Niente, è stata la vacanza più bella della mia vita.
E quest’anno ho anche i buoni propositi. Banali, quindi manco ve li dico. Un indizio: ho messo su una panza tale a suon di panettone e brunello che una notte ho sognato che mi chiedevano se ero di nuovo incinta.
E niente, alla prossima!

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