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Posts Tagged ‘diario’

Questa mattina, tanto ho tempo, ho scoperto la pancia e ho fissato. Avevo sentito che i calcetti stavano diventando ogni giorno più forti, allora ho alzato la maglietta e ho guardato. Un po’ di pazienza è stata premiata, ho visto il primo bozzetto!
Poi nel pomeriggio mia madre mi ha portato da Prenatal. Non ci ero mai stata, non in questi mesi intendo. Appena entrata mi veniva da piangere, poi quando la commessa mi ha preso in carico mi veniva da ridere, tutte le cose che mi raccontava, gli incontri. Ma sta succedendo a me davvero?
Oltre ogni scaramanzia ho anche iniziato a vedere le carrozzine. Faccio progressi, eh!
(ho preso due fasce per la panza…) Forse andrò anche all’incontro che organizzano, mi  sono resa conto che a suon di scaramanzia ho le idee molto confuse su un sacco di cose.

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Lo sapevo

Ho passato tre anni e mezzo a scrutare le donne intorno a me, quindi quando lei è tornata dal viaggio di nozze e non ha preso la birra in pizzeria mi è suonato il campanello. Poi lei che era una gran mangiatrice di insalata e frutta ha smesso di botto e lì ho capito. E oggi mi ha detto la novità, mentre io sono a casa a riposo e lei, che da sempre è una specie di cyborg, lavora 15 ore al giorno.
E tutta la mia fragilità mi ha di nuovo investito come un monsone. Perchè lei è brava, più brava di me, ed è efficiente ed instancabile. Io ho sempre sentita molto la pressione della sua presenza, la competizione, il suo essere così follemente agguerrita. E speravo, dopo aver assistito a così tante gravidanze, di poter passare la mia serenamente, senza vedere differenze tra quello che faccio io e le altre. E invece dovrò assistere al confronto anche in questo. Perchè lei ci è riuscita subito, e questa cosa non smetterà mai e poi mai di essere sale su una ferita perpetua. Non ci riesco e basta. Il dolore dell’infertilità è sempre in stand by, pronto a colpire in ogni momento. So che non è giusto, che il nostro successo è qui che scalcia e che certe volte si muove e mi fa venire il mal di mare, ma la tara rimane.
E io spero che domani la dottoressa mi dica di andare tranquilla e fare quello che voglio, che io a casa non ce la faccio. Perchè non riesco a non fare confronti e nella mia testa ne esco sempre perdente. Spero che Palletta sia un po’ più Yang, come Crysis e come il Pupetto, perchè a volte mi sembra di avere la stessa testa di cazzo di quando avevo 14 anni e annegavo nei dolori dell’adolescenza. Perchè devo capire che non sarò inferiore se lavorerò meno di lei, se starò peggio di lei, se sarò un pochino più umana. Ma non so se ci riesco.

Quando è uscita la prima canzone di Tricarico, Io sono Francesco, ricordo che tutti gridavano allo scandalo perchè diceva “puttana la maestra”, io invece ho pianto per settimane tutte le volte che mandavano la canzone, ascoltando la sua storia. Ed era anche imbarazzante, visto che è stata la hit dell’estate.

Poi non l’ho seguito più di tanto, ma ricordo che a Sanremo un anno ha cantato “Vita tranquilla” e allora ogni tanto mi ritrovo a cantarla, perchè io anelo solo ad una vita tranquilla, ma sembra la cosa più difficile da ottenere.

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Io sono abituata a stare a casa da lavorare solo se sono al limite dell’incoscienza, quindi stare a casa oggi mi ha pesato. Per intenderci, quando mi sono rotta un piede sono tornata a lavorare dopo 12 dei 30 giorni di prognosi, con le stampelle, con piede che si gonfiava, ma ci volevo andare. Starò a casa comunque fino a quando non andrò dalla gine, ciò non toglie il fatto che io che sono un senso di colpa ambulante sentendo le colleghe in difficoltà mi sono sentita una cacchina. Buffo perchè mi rendo conto del mio ruolo adesso che devo stare lontano, di quanto la mia presenza faccia parte di un dato equilibrio.
La giornata è passata all’insegna dell’instabilità emotiva e della grafomania. Ho inziato a frequentare un forum in modo compulsivo, dal quale ovviamente scomparirò nel momento in cui tornerò a lavorare e ho partecipato ad una lunga discussione su facebook sui giochi erotici che finiscono male, ho guardato Bones, Sex and the city e la prova del cuoco (mentre mangiavo pasta in bianco… anche se non ho l’appendicite meglio non provocare) e ho pianto 10 minuti di singhiozzi davanti alle foto della pancia di una ragazza. Non so perchè, nelle foto della sua pancia che cresce ho visto la mia e l’emozione mi ha investito e l’unico posto per uscire era dagli occhi. Poi ho pianto mandando messaggi melensi a Crysis. Insomma, tutta l’instabilità emotiva che non ho mai avuto in gravidanza (sto sperimentando una flemma ormonale che il Dalai lama mi fa una pippa) è arrivata oggi, tutta insieme. Palletta si è un po’ spostato nella pancia e ora lo sento sia a destra che a sinistra. Mi piace e non vedo l’ora che sia abbastanza forte da farsi sentire anche da Crysis, che anche lui si merita la sua dose di calcetti. E quindi mi ritrovo qui con niente da dire perchè non ho fatto niente se non ascoltare quaranta minuti di sfogo delle colleghe al telefono, piegare le mutande e lavare i piatti della colazione, ma lo stesso non riesco a staccare le dita dalla tastiera. Per dire niente, per dire che oggi al telefono mia madre mi ha detto “ma tu lo sai cosa vuol dire “riposo”?, per dire che mi sento in colpa verso Crysis che si stanca tanto, verso la cana che esce troppo poco, verso tutti quelli che faccio preoccupare. E’ la mia tara, non me ne libero, come un vizio, un handicap. Eppure non sono assolutamente cresciuta in una famiglia cattolica, ero amata e viziata, non so. Con un figlio questa cosa rischierà di seppellirmi…

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Questa gravidanza mi ha trasformato in una specie di zombie, la sera continuo a crollare ad orari indecenti e se per qualche motivo non posso dormire 8 ore o stare ferma/sdraiata almeno 10 (comprese le ore di sonno, eh!) la pago cara. Ciò significa che i blog li leggo di straforo sul telefonino durante la giornata ed energia per scrivere o commentare viene drammaticamente a mancare. Che poi farei anche fatica a scrivere perchè non ricordo tanto quello che succede. Una cosa però di questa settimana me la ricordo bene, ed è stata la tappa romana del Blog Tour di Marica! Ci eravamo già incontrate, ma era stato per poco tempo, mentre martedì sera è stato più tranquillo e ci siamo prese tutto il tempo per parlare parlare parlare. Visto che mancava da Roma da parecchio tempo le ho chiesto se c’era qualcosa che le mancasse in particolare, un posto, un cibo. E mi ha portato in un posticino delizioso, dove tra l’altro medito di tornare presto. Parlando con le amiche in laboratorio avevo raccontato dove sarei andata, e loro mi hanno fatto una domanda che lì per lì mi ha lasciato spiazzata: “ma è una che mangia?”. Perchè il cibo ha un valore enorme nella mia vita e loro lo sanno, ma io a questa domanda non sapevo rispondere. Boh! So che è magra, ma so anche che questo non vuol dire, so tante cose di lei e lei sa così tante cose di me che è buffo pensare ad un aspetto così comune che non conosco. E molto sinceramente ho risposto “non lo so, l’ho conosciuta in internet!”. Perchè a molte persone questo non capita e non sanno cosa si perdono. Perchè nella blogsfera, come penso in altre comunità virtuali, le affinità nascono a prescindere da aspetto e distanze, e… e… e mica ve lo devo spiegare io perchè i rapporti nati qui non sono meno veri di quelli in carne e ossa. Insomma: quella che consideravo la mia migliore amica da quando sono incinta mi ha chiamato una volta sola!
E ho ripensato alla mia vita internettara, nata nel lontano 1998, quando il modem era 56k, e mio padre si incazzava se tenevo il telefono occupato. E frequentavo i newsgroup, scaricando tutti i messaggi e lavorando offline, ma non i newsgroup seri, ma quelli del cazzeggio. E proprio lì sono arrivati i primi incontri: io avevo 19 anni e sono uscita a cena con 5 persone del newsgroup, ci si chiamava per nick e c’era chi non ha mai voluto rivelare il vero nome. Per alcuni l’anonimato era così fondamentale che ne facevano una malattia. Ricordo un ragazzo che si era arrabbiato perchè alla stazione l’avevo riconosciuto. Un altro infatti mi aveva fatto vedere una sua foto da un precedente incontro, ma facendo questo aveva infranto le regole!! Insomma tante paranoie. e ricordo anche un bell’incontro a Milano nel 2000, eravamo tanti e abbiamo fatto due foto ricordo: una per i presenti e una per tutti gli altri, che sarebbe stata postata sul newsgroup,nella quale eravamo tutti di spalle.
Nerd.

Insomma, il blog-incontro mi è piaciuto tanto e l’impressione che avevo avuto nel fugace incontro di dicembre si è confermata, cioè che se fossimo state in contatto nel quotidiano sono convita che saremmo diventate amiche a prescindere dalla strada che ci ha poi unito.
(e poi mi sono fatta raccontare dell’incontro con Sfolli e Ilaria – grazie Ilaria del pensierino non me l’aspettavo assolutamente!- e sarei voluta essere là e mi piacerebbe incontrarci un giorno, tutte con il loro desiderio esaudito, al più presto)
E dopo questo sono ricaduta nell’oblio della stanchezza perenne e ho avuto questo episodio di colite follemente dolorosa. E’ iniziato di pomeriggio, la notte è peggiorato al punto che ho sognato che mi picchiavano, e la mattina dopo mi sembrava stare un po’ meglio. Ma non abbastanza. Io ero relativamente tranquilla perchè mi faceva male tutto tranne la zona utero, ma dopo un po’ che vedi che intorno a te ti guardano con apprensione e come ti giri chiamano gli amici ginecologi e Crysis come un disco rotto passa ore a dire “andiamo al ps”. Alla fine un po’ di paura viene e in fondo al ps a questo punto è meglio andarci, al massimo fai la figura dell’ipocondriaca. Il problema è che rispetto a mesi fa i dolori sono cambiati, sia in localizzazione che in intensità e mi sento spiazzata e insicura. E mentre aspettavo di essere visitata ho avuto il terrore che fosse tutto finito e sembrava un incubo. Ma fortunatamente come ho detto ieri era stata tutta colpa dei peperoni, ho dato una sbirciatina a Palletta tanto che c’ero (appena appena, solo per vederlo nuotare e sentire la bellissima musica del suo cuore), e mi hanno mandato via dicendomi di riposare. Ed ecco come sono finita sul divano ieri a guardare Crysis che passava lo straccio.
Faccio fatica a d accettare di non poter fare le stesse cose che facevo prima, ma alla fine fa parte del gioco.

Addendum: sì, Marica è “una che mangia”!

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Roma è ostaggio della bolla africana, e quel che è peggio si sta ripopolando. La gente torna, abbronzata e rincoglionita si riversa negli ipermercati dove reagisce malissimo allo stress del ritorno, litigando, infilandosi nelle casse sbagliate e girando a vuoto come trottole impazzite. Fare la spesa è stato un incubo, anche forte del fatto che chi rimane in città si considerà un po’ padrone e diciamolo, mi sento spodestata.
Rivoglio le strade libere, la città piena solo di turisti e il parcheggio libero ovunque a tutte le ore.
La pancia evidentemente cresce, anche se ad averla sempre addosso non me ne rendo tanto conto, oggi tre persone mi hanno chiesto e mi hanno fatto gli auguri. Un po’ mi imbarazza a dire la verità. In lab invece i colleghi continuano a fare finta di niente, chissà perchè. Forse perchè siamo tutti abituati ai segreti di pulcinella, chissà.
Le notti stanno diventando piuttosto agitare, non so se per il caldo, per la sinusite o per la gravidanza. Ho sonno ridicolmente presto, poi però mi sveglio spesso, faccio sogni agitati. Niente di particolarmente angosciante, ma agitati, quindi ho l’impressione di non riposarmi mai a dovere. Una cosa strana è che nessuno di questi sogni tratta della gravidanza, come se il mio subconscio non abbia ancora accettato questo stato. Oggi mi sono anche domandata quando mai mi sentirò pronta di dirlo su facebook, e sinceramente non lo so, ne riparliamo dopo la morfologica.
E questo è un altro punto dolente, la morfologica! Sarà fra un mese e mezzo e io sono in seria crisi di astinenza da ecografia. Come faccio a resistere, io che nel primo trimestre ne ho fatte così tante che ho perso il conto? Poi però penso che mia madre mi ha visto per la prima volta quando sono nata e allora mi dico che sono solo viziata.
Boh, non so se resisto.

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Che non è la prima trance, anche se un pochino in trance ci sto, visto che giusto per curiosità mi sono misurata la pressione questa mattina prima di andare in piscina e questo pomeriggio quando sono tornata a casa. Non erano proprio terme, cioè è uno stabilimento termale, ma la temperatura dell’acqua delle piscine è 23 gradi, altro che termale! Insomma partivo con un glorioso 115 su 75 e sono approdata a 90 su 62. Inutile dire che giaccio spaparanzata senza speranza.
Insomma questo stabilimento è una figata, le piscine sono eterogenee e cosa sueprimportante che porca paletta l’ho scoperto solo oggi porca porca paletta, si possono fare i TUFFI! Io che ho sempre frequentato spiagge di sabbia il cui fondale scende così lentamente che quando l’acqua ti arriva alla vita sei quasi in acque internazionali e se anche corrompevo il bagnino per fare un tuffo dal pattino rischiavo di rimanere impalata a testa in giù come Willy Coyote (di andare con il pedalò mi è capitato due volte, ho sempre frequentato gente troppo poco acquatica); io che in tutte le piscine dove sono stata se provi a tuffarti il bagnino ti spara con il laser; io che ho invidiato chi ha la piscina a casa perchè lui sì che può tuffarsi. Ecco proprio io scopro quando è ormai troppo tardi che lì proprio lì c’è una piscina dove c’è addirittura la zona tuffi con l’acqua alta alta alta che non rischi di sturlarti sul fondo. Ah ma l’anno prossimo sono prenotata per un bel tuffo a bomba che adesso ho un’altra priorità, vero Palletta?
Gli antichi romani la chiamano acque albule perchè sono bianche per lo zolfo quindo basta immergersi quindici centimetri per scomparire, è buffo. Come è anche buffo che tu nuoti per i fatti tuoi e non vedi il ragazzo che si è immerso ma lo senti, il suo naso contro il tuo costato, violentemente. Il suo naso ha avuto la peggio.

Insomma per fare un piccolo bilancio su quelle che erano le mie aspettativo: dormire sto dormendo, anche se mai abbastanza, complice anche un po’ di insonnia e certi sogni malandrini, tipo che questa notte ho sognato tanta carne al sangue e salsicce crude e nel dormiveglia credevo di stare svenendo dalla fame; al museo ci sono andata  (al Maxxi) e anche se sono una rozza scienziata e di arte ne capisco poco mi è piaciuto molto, sono andata alle terme appunto e sono anche andata all’Ikea, anche se non avrei dovuto perchè evidentemente tutti i romani pensano alla ristrutturazione di casa nei seguenti giorni: 25-26 dicembre, 1 gennaio e 15 agosto, e quindi i giorni 27 dicembre, 2 gennaio e 16 agosto si riversano come tossici in astinenza all’Ikea. Non c’è  traffico a Roma il 16 agosto se non nel parcheggio dell’Ikea. E non, sia ben chiaro, nel parcheggio del centro commerciale annesso; solo ed esclusivamente all’Ikea. Che ovviamente è piena di bambini che urlano, donne possedute dal demone dell’architetto e uomini con lo sguardo perso nel vuoto e nel soffitto.

Quindi tutto sommato questa vacanza romana è all’altezza delle aspettative, e sono ottimista anche sulla seconda metà.

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X Agosto

Quand’ero bambina, la sera del 10 agosto dopo cena, mia nonna stava un po’ con me in balcone, magari fumando una sigaretta dopo aver lavato i piatti, e mi recitava questa poesia e me la spiegava. Io la sapevo a memoria perchè la recitavo insieme a lei, io che non sono riuscita ad imparare a scuola neanche l’infinito di Leopardi. Guardavamo le stelle, anche se c’era luce e anche se il pezzo di cielo che vedevamo era limitato qualche stella scadente si vedeva e si potevano esprimere i desideri.
Se il primo giorno d’estate è stato il giorno della prima bellissima ecografia, il giorno di San Lorenzo è stato il giorno del bitest. Palletta è cresciuto, è una bella bestiolina adesso. Con l’eco il test è andato bene e speriamo che non ci siano brutte sorprese dall’esame biochimico. Ho letto in giro che la PMA può dare il rischio di falso positivo, speriamo che non sia il mio caso. Insomma Palletta c’è e la dottoressa mentre vedeva le parti morfologiche l’ha buttata là “potrebbe sembrare un maschietto!”. Ma ti devo chiamare Palletto allora? Poi al lavoro le colleghe buttano l’occhio, sono imbarazzate, pensano che forse, però non vogliono rischiare la brutta figura. Mi diverte vedere il loro imbarazzo.
Avrei mille altre cose da dire, ma è scaduto il mio tempo di veglia e mi so spegnendo come in una fiaba, anche ieri sera alle 10 stavo russando…
Intanto siamo quasi allo scoccare della fine del terzo mese ed è una bellissima sensazione!

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