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Posts Tagged ‘medici’

Oggi seconda visita ostetrica. io piccola pancia di 14 settimane, ormai inconfondibile ma appena accennata (il minimo indispensabile per farti dire che siamo in due, ecco) in mezzo a tre balene di quelle che poi non ci credi che la pancia torna normale, ma questo problema lo affronteremo a suo tempo. Entro e la visita non è quella scenetta surreale dell’altra volta: una dottoressa forse già specialista e due specializzande. Guardano gli esami che porto, si annotano il bitest e che non farò l’amniocentesi. Poi passano agli esami del sangue. Glicemia basale, modestamente 87. Al valore dell’emoglobina fanno quasi la ola, 13.7. “ma signora, prende degli integratori per il ferro?” “A bbella, è tutta farina del mio sacco!” Si segnano la positività del rubeotest, che da bambina dopo aver avuto la rosolia mi hanno anche vaccinato e io che già allora odiavo gli aghi sono svenuta a scuola con la maestra che ha sbiancato, ma dopo 25 anni posso dire di aver perdonato loro questo vaccino. Si segnano la positività al CMV. Ora, io il citomegalovirus non lo so cos’è di preciso ma pensavo che le IgG positive mi dessero almeno una tranquillità. “signora, le hanno spiegato del CMV?” “sono positiva!” (detto con un sorriso a 32 denti… quando uno si può vantare di aver avuto una malattia). “signora, il CMV è un virus come l’herpes, può tornare, quindi deve evitare il contagio. Ecco, sento che arriva la paranoia.
“deve evitare i veicoli, cioè la saliva. Non beva da bicchieri e tazzine tipo al bar e non baci i bambini che sono spesso vettore dell’infezione”
Ma porc! Cioè secondo voi io adesso dovrei veramente mettermi nella famigerata campana di vetro?? La paranoia ha provato a cogliermi. Ma sinceramente, proprio sinceramente… Che dovrei fare, Evitare di mangiare al ristorante o andare al bar per sei mesi? Voi che mi leggete che che siete state seguite da ginecologi un po’ around the world, vi hanno detto questa cosa?
Poi ovviamente le ho chiesto del prosciutto stagionato tanto tanto ma mi ha detto picche, la talebana.
Sono perplessa.
Ma la vera domanda è: sono passati 9 giorni dall’ultima ecografia, quella del bitest, riuscirò ad aspettare un mese e mezzo per rivedere palletta alla morfologica?

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Questo weekend è stato occupato nella sua interezza da un maestoso matrimonio meridionale. 70 ore di macchina, cibo e di nuovo macchina. Un matrimonio così non l’avevo mai visto e secondo me trascendeva anche dalla fantasia del principe William. Tradizioni e cibo, cibo e tradizioni, cibo. Iniziato a mangiare alle 13.30, finito 8 ore dopo. Mille e mille portate, balli, animazione. Al trenino ho vacillato, al secondo secondo alle 19.30 sono sopravvissuta interpretandolo come la cena. Allora ho pensato al mio matrimonio. Cerimonia civile, 15 minuti, quella che in chiesa il prete ha definito “una postilla”, pranzo finito alle 5 e mezza che già mi sembrava tardissimo, 39 invitati, solo le persone che veramente volevamo con noi. Qui invece pullman di parenti, un albergo colonizzato, un piccolo paese praticamente abitato per metà da amici e parenti della coppia.
Eppure.
Eppure nel suo genere è stato perfetto, e sono anche stata bene, e vedere la mia amica così felice mi è piaciuto tantissimo e un po’ mi sono anche commossa quando lui alla promessa ha trattenuto le lacrime a stento. Sto proprio invecchiando.
Questa mattina invece ho avuto la prima visita ostetrica, al limite dell’esilarante. Due specializzandi: Tonto e Più-tonta e un’aspirante infermiera. Tonto è palesemente un raccomandato figlio di papà e più tonta sembra messa lì perchè ha perso una scommessa.  Mi siedo e dico “mi manda da voi il Prof. Tizio, presso il quale ho fatto la fivet”.
“Data dell’ultima mestruazione?” “meglio che vi dia la data del pickup” “ah, già”.
Tirano fuori la rotellina magica e iniziano a girarla come ossessi, per vedere chi fa prima. Ok, dopo qualche titubanza siamo d’accordo sulla datazione. L’aspirante infermiera freme, Più-tonta dice “vuoi misurare la pressione alla signora?” Tutta contenta, la ragazza prende il manicotto e inizia a montarlo, peccato che i tubicini che vanno nell’incavo del braccio stanno dietro. Più-tonta ha evidentemente avuto la grazia di essere circondata da gente ancora più più tonta di lei, così da sembrare quasi normale. Gonfia sgonfia ggnfia sgonfia, mi stavano per espodere le dita quando finalmente hanno tirato fuori una misurazione. In the meantime Tonto compilava la mia anamnesi. E’ la prima gravidanza? E’ una gravidanza spontanea? Ehm, ho fatto la fivet. Ah, già. Fuma? Beve? caffè? Si droga? (questa si vergognava una cifra a farla, come quando i bambini vedono due che si baciano).
Quanto pesa? Peso tot kg. L’aspirante infermiera si sveglia e chiede “la peso?” Signora quando si è pesata? Stamattina. “la peso? la peso?”. ha perso, non mi ha pesato.
E sua madre come sta? (bene grazie, e la sua? in famiglia, tutto a posto?).
Che farmaci prendere? ovuli di progesterone. E perchè? A ridaje, perchè ho fatto la fivet.
Mi allontano per recuperare degli esami che mancavano e quando rientro colpo di scena c’è una terza specializzanda, un po’ più esperta e forse più sveglia (anche se in fivet le ragazze dicevano che non era brava a fare l’ecografia). Mi accoglie con “ma lei farà l’amniocentesi?” eh? “signora deve decidere!”
Mostro gli esami e Tonto dice “ma li ha fatti proprio tutti!” E l’esperta gli dice “certo, se no non le avrebbero mai fatto fare la fivet” “ah, già”. Mi danno il mucchietto di impegnative con gli esami da fare, si rattristano quando affermo di sapere i cibi da evitare per non contrarre la toxoplasmosi. Mi danno il foglio con il mio calendario ostetrico, quello dove c’è anche quella data che non ho mai neanche pensato di pensare. E dove ci sono tutte le scadenze. Peccato che chi l’ha compilato sia stato un po’ distratto e abbia scalato tutto di un anno. I monitoraggi li dovrò inziare infatti a gennaio 2013 (ma hanno anche sbagliato il calcolo delle settimane). E il fugace pensiero è stato “magari sono i monitoraggi per il secondo figlio!”.
In tutto ciò della macchina della meraviglia, di questo totem della speranza che è l’ecografo non se ne parlava. ma l’esperta è stata mossa a compassione e mi ha promesso l’eco di straforo alla fine dell’ambulatorio. L’ambulatorio è durato altre tre ore e mezza, ma come si fa a dire di no alla carotina dell’ecografia?
Alla fine a gambe aperte e con la dildocam – sfolli memore della tua figuraccia ho prima chiesto se mi dovevo smutandare – io e Crysis abbiamo finalmente visto palletta, nei suoi quasi tre centimentri, e per la prima volta abbiamo sentito quel rumore, al doppler. Io ho trattenuto a stento le lacrime e uscita dalla stanza mi sentivo svenire.
Palletta io adesso ci credo e la pancetta inizia a vedersi, la vedo io perchè lo so, e l’ha vista anche la biologa che sono passata a salutare, quella che ha operato il miracolo. Stai sempre con me palletta, perchè ho visto la tua testa e ho pensato a quando ti avrò in braccio. Stai con me palletta, perchè questa settimana ho intenzione di dire a tuo fratello che esisti anche tu e lui proverà finalmente quei sentimenti che io non ho mai provato.

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Dopo una nottata un po’ agitata stamattina controllo. Su Roma si abbatteva un nubifragio da romanzo e io mi domandavo se la piccola palletta d’amore ci sarebbe stata o no. Crysis era bloccato nel diluvio. Una specializzanda sempre diversa mi chiama dentro, anche l’ostetrica credo sia una studentessa, ma non capisco perchè ha la divisa verde da medico e non azzurra da ostetrica. vabè comunque sono ste due pischelle. La specializzanda senior spegne la luce e inizia ad usare la dildo cam. Scrutano nel monitor senza proferire parola e io trattengo il respiro. La specializzanda junior sorride e io chiedo “tutto bene?”. La specializzanda junior guarda la senior e le dice “sì, vero?”. Chiedo se c’è il battito e stavolta chiedo di guardare anche io. Vedo il gnappettino dentro la sua palla d’amore e lo vedo il cuoricino e questa cosa non la dimenticherò mai. La junior chiede allora alla senior “ce l’hai la tabella di kroppenfurt?” (nda) “no” “allora aspetta che la cerco su internet!” e mentre mi vestivo la ragazza smanettava con il suo fedele iphone per trovare la suddetta tabella. Parlottano, calcolano, io faccio capoccetta. Un po’ titubante, la senior mi dice: “da queste misure lei risulta essere a 7 + 4”. Ecco, sono io! siamo noi! Con la fivet la datazione  non può che essere precisa e il fatto che sia grosso il giusto vuol dire che va tutto bene.
Poi finalmente incontro il supergine che dice “va tutto benissimo, continui la terapia fino alla 12esima e vada dal dott Tizio, che qui noi mica possiamo stare dietro alle panze, qui pensiamo alle uova e agli embrioni. Il tuo tempo qui con noi è finito, adesso sciò!”
terror vacui, mi stava venendo da piangere. Ma come? Questo posto con la sua umanità e la sua disorganizzazione è stato casa di tutti i miei sogni negli ultimi sei mesi e adesso mi metti alla porta così? Con le compagne di viaggio sempre diverse ma sempre uguali, come l’acqua di un fiume e quelle panchette scomode. Il toto-follicolo, poi il toto-estradiolo e ora il toto-bHCG. Finito.
A me, l’ho detto, gli inizi e le fini mi sturbano e quando la caposala mi spiegava dove andare la guardavo terrorizzata, tanto che la specializzanda junior si è sentita in dovere di dirmi “là nell’ambulatorio per le panze io ci sono spesso!”
Ah, beh, allora.
Ma non sarò più nella tana delle donne diversamente fertili, sarò trattata come una donna inc.. normale, con tutte le paranoie che mi porto dietro e tutto il bagaglio di storie sfigate che mi servono per quando mi viene l’ansia.
Questa porta quindi si chiude, sperando che la palletta d’amore continui a fare il suo, io sicuramente farò il mio.

nda: il nome ovviamente è un altro, ma la mia memoria è a 5 secondi, tempo trascorso il quale non ricordo nessun nome, figurarsi se straniero.

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Anche questa mattina mi ritrovo da sola con i miei pensieri e le mie ansie, visto che Crysis lavora (e ha anche fatto i salti mortali per stare con me in ospedale per pick-up e transfer).
La pancia ha ancora qualche doloretto, ma si migliora. Visto che provengo da una gloriosa stirpe di genti ansiose e anche un po’ matte, ieri non ho trovato di meglio che documentarmi un po’ sulla sindrome da iperstimolazione ovarica. Erroneamente pensavo che fosse qualcosa di legato essenzialmente al periodo della stimolazione, quindi passato pick-up, passato rischio. E invece no. Si presenta nel periodo post-ovulatorio, circa 4 – 6 giorni dopo, ed è sostanzialmente un accumulo di liquido nello spazio interstiziale che ti può portare nelle forme più gravi all’ascite, al versamento pleurico e all’accumulo di liquido nel pericardio. Carino, no?
Quali sono i fattori di rischio? giovane età (dipende dal loro metro), sindrome da ovaio policistico (non celo), body mass index inferiore a 20 (aspetta che lo calcolo… no, sto a 22, meno male che non mi sono messa a dieta), estradiolo alto (quasi celo, in rete ho trovato 3000, io un po’ meno, però…), aumento repentino del livello dell’estradiolo (celo), numero elevato di follicoli stimolati (boh, direi che per la fivet siamo nella media in realtà), gravidanza (aspè, devo ancora fare il transfer!).
Quali sono i sintomi (dai più lievi a quelli gravi):
gonfiore addominale, nausea, diarrea, lieve aumento di peso
vomito, aumento di peso di mezzo chilo al giorno, urina scura e poca rispetto a prima, sete, pelle e capelli appaiono secchi
addome molto disteso, dolorante, urina quasi assente, sensazione di fiato corto (dispnea)
Non riesco a ritrovare la fonte dove ho letto ieri che la percentuale di incidenza è tra il 2 e l’8%, ma del resto le forme gravi sono molto più rare.
Qual è la terapia per la forma lieve?
riposo, evitare sforzi
usare integratori salini (aiutano a ristabilire equlibrio elettrolitico nel corpo)

cosa fare per tenersi controllate:
controllare l’urina (volume e colore)
controllare il peso che non aumenti in modo inspiegabile
bere tanto e usare integratori (io bevo il gatorade)

Se il peso aumenta in modo brusco e sostanziale e l’urina diminuisce molto e l’addome diventa disteso e dolorante, meglio andare dal dottore.
Voi direte: perchè questa paranoia? Non ho nausea, non ho diarrea, non ho aumento repentino di peso. Mi sono resa conto che dopo il pick-up ho bevuto tantissimo e fatta poca pipì, ma del resto ero disidratata. Non sono ancora nel momento clou per il rischio, ma mi sono pesata e così saprò se mi dovrò preoccuparmi. Allora perchè spaventarsi? Perchè non ho niente a cui pensare e sono un pochino isterica, ecco perchè!
Io non sono un medico, tutto questo l’ho letto sostanzialmente in rete, ma visto che ho avuto l’impressione di essere stata poco informata in ospedale preferisco divulgare, senza creare panico. Del resto la stimolazione per la fivet è qualcosa di “violento” per il nostro corpo ed è ovvio che ci metta un po’ a riprendersi. Basta riposarsi e bere gatorade, ma del resto dopo il transfer a riposo bisogna starci per forza.
Mancano 24 ore al mio transfer e spero che le piccole roccette abbiano continuato a crescere in barba a tutte le mie paure. Sono agitata, e come potrebbe essere altrimenti?

le fonti per questo post sostanzialmente sono state queste:
http://www.angelfire.com/md/ItalianMaverick/sio/SIO.html
http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=78

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Il colore non rende, ma questa è una borsa di cui mi sono innamorata ormai un anno fa. L’ho presa e in realtà mai usata perchè il computer non ci entra e anche perchè… ecco, è un po’ appariscente. In tutto questo tempo è rimasta sopra il comò in camera da letto, aspettando l’occasione giusta. Ieri sera preparo la borsa per l’ospedale, poi vedo lei e penso che il momento giusto è arrivato.
Questa mattina arriviamo in ospedale un po’ tardi, ma del resto sapevo che non sono mai puntuali. Ho poco tempo di innervosirmi e mentre lui ancora cerca parcheggio io sono già dentro a vestirmi. Siamo io e un’altra ragazza, mia stessa età, mia stessa paura. Io entro per prima, nella sala che ho visto tante volte tra eco di controllo e inseminazioni, per l’intervento sembra diversa. ho provato a cogliere qualche particolare, ma niente si fissa nella mia mente, solo lo sguardo concentrato del gine, la sensazione di un sacco di gente (gine, biologa, ostetrica, infermiera, portantino-sant’uomo, specializzanda e forse anche un altro gine ad un certo punto) e la radio accesa su radio2. “io chiara e l’oscuro”. Penso che è la trasmissione dopo “il ruggito del coniglio”, ma in realtà sento solo la sigla e poi mi perdo in quello che succede fuori e dentro di me. Mi disinfettano, è freddo e un po’ gratta, mi mettono i lenzuoli verdi su pancia e gambe e i miei piedi spuntano, ho le gambe troppo lunghe! Poi mettono lo speculum e inizia il balletto. Sento una specie di botta e poi tutto che si muove dentro di me, fa male e mi pare che ci mettano un anno. Poi il gine finisce a destra e passa a sinistra, altra botta e di nuovo dolore. L’ovaio di sinistra deve essere più difficile da raggiungere perchè qualcuno mi spinge sulla pancia e ad un certo punto il dolore è come una lancia che mi attraversa dall’utero alla schiena, non mi fa respirare. non piango, ma mi rendo conto che qualche lamento mi sfugge. Poi finisce tutto, dentro alla sala ci sarò stata 15 minuti in tutto, l’aspirazione sarà durata un paio di minuti ad ovaio a dir tanto. Passo sulla barella, una borsa fredda sulla pancia e via nella saletta. L’altra ragazza mi ha sentito urlare, cerco di farle coraggio, ma sento ancora tanto dolore. Preparano la sala e la fanno entrare. Non so quanto sta dentro, sento dolore e il tempo passa in modo strano, dilatato? contratto? boh. Quando rientra l’altra ragazza piange, ma alla fine nessuna delle due ha avuto complicazioni, niente emorragie, nessun inconveniente. Piano piano il dolore passa e insieme a noi arriva una ragazza a cui hanno fatto il transfert. E’ raggiante e non vedo l’ora di arrivarci anche io. Non abbiamo stanze singole, ma un’unica stanza, con la porta aperta così che tutti quelli che passano possono guardare dentro. All’inizio pensavo che fosse una rottura, e invece è piacevole, passa il tempo e si chiacchiera. Hanno anche mandato dentro i mariti per un salutino (cosa vietatissima visto gli spazi molto ristretti), e le compagne di viaggio in fila per l’eco si fermavano a chiacchierare, chiedere com’era, ci facevamo coraggio a vicenda. Crysis ha aspettato fuori tutto il tempo e mi arrivavano voci che se la comandasse abbastanza. La compagna di pick-up ha chiesto ad una ragazza “ma se scambiano seme a me mi conviene?” e l’altra ha risposto sostanzialmente di sì. Mhh. Allora gli ho telefonato e l’ho spedito in farmacia e al bar a prendere qualcosa. Anche perchè in tutto quel tempo io avevo una sete da diventare matta. Finalmente ci possiamo alzare, dopo tre ore dall’intervento. Io che abitualmente bevo come un cammello e di conseguenza piscio come il puttino di una fontana stranamente non ho bisogni se non quella di uscire. La pancia un po’ tira, ma è fatta, sono fuori e sono contenta. La biologa è dentro che fa la magia e spero che vada tutto bene. Crysis mi accompagna a casa e da allora mi sono mossa dal divano solo per mangiare, bere e telefonare. Sto discretamente e non penso che avrò bisogno di medicine per il dolore.
Adesso inizia l’attesa, speriamo che i miei ovetti siano maturi, geneticamente a posto e che si trovino a loro agio con gli spermini di Crysis. Che lui è la mia roccia e qualche piccola roccetta spero proprio che salti fuori.
domani iniziamo il tanto temuto progesterone intramuscolo, e spero di convertirlo presto in ovuli vaginali.
Ecco la mia giornata campale, è passata, è andata, speriamo che la fortuna continui.

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Dopodomani

Voglio scrivere questa sera perchè domani a quest’ora non garantisco nulla sul mio stato d’animo.
Sapendo più o meno qual era il livello di estradiolo a cui le compagne di viaggio venivano chiamate per il “discorso” (quello in cui prescrivono la medicina per la maturazione dei follicoli e spiegano la preparazione) lunedì vedo il mio estradiolo, mi sfrego le mani in preda all’ansia, penso all’importantissima riunione che ho la settimana prossima e mi dico “ci siamo, mercoledì si fa: peccato, pochi follicoli, ma va bene” e invece il gine mi rimanda a casa con la terapia. Stavo esaurendo i farmaci, li avevo giusto per il giorno dopo, ero sicura che ormai mi avrebbe chiamato per giovedì. Vado in farmacia un po’ scaramantica e prendo tutto. Martedì, cioè ieri, sono nervosissima, non riesco a mangiare e vomito, l’estradiolo è altissimo ma l’eco sembra disastrosa, un solo grosso follicolo e tanti piccoli. Piango, piango tanto e mi crolla tutto. Ma come? 15 giorni di ansie, di paura, di ore e ore passate in reparto e mi ritrovo con un follicolo solo? La terapia è confermata e devo aprire anche la scatola scaramantica. Oggi torno, ormai la riunione importantissima della settimana prossima è saltata, non può che essere il mio giorno. Lo stomaco si contorce, mentre mi fanno l’eco il cuore batte all’impazzata. E’ successo il miracolo (o forse l’eco di ieri era stata fatta da persona poco esperta), i follicoli sono in numero decente e tutti piuttosto omogenei. Addirittura anche l’ovaio pigro ha fatto due bei follicoli. Devono essere 4 o 5.
Scendo dal lettino e tremo un po’. L’altra ragazza che come me è in dirittura d’arrivo ha un crollo e piange, io sono in modalità cyborg, quasi smetto anche di respirare. quando finalmente arriviamo dal gine, una per una, per la terapia, lui guarda i miei valori (estradiolo a più di 2500!!), fa un sospirone e dice “vabè, Ovitrelle” e rivolto alla biologa “scrivi inseminazione!”. A me casca il mondo addosso e quasi gli sbotto a piangere in faccia. Come IUI? Dopo tutto questo mazzo, questa ansia, queste braccia da tossica che mi ritrovo? Esco e aspetto di parlare con l’assistente che fa le ricette. Quando entriamo ci consegnano il consenso informato da firmare (strano, l’altra volta mica me l’avevano dato), e le ricette per i farmaci e le impegnative da pagare. Guardo l’impegnativa e vedo scritto “agoaspirazione eco-guidata dei follicoli”. Allora, brutta deficiente, avevi solo capito male!! Si fa, si fa!! 
Ero convinta che avrei reagito con picchi di ansia da scoppi della testa, pianti isterici e terror-panico. Invece uscita dalla sala quasi volavo, con un sorriso ebete stampato in faccia. Sarà il doping, ma sono felicissima, e questa sera sono convinta che andrà tutto bene. Quando abbiamo fatto la puntura per la maturazione degli ovociti per la prima volta non ho pensato alla puntura, ho solo pensato a cosa c’era dentro a quella siringa, ho pensato che la stimolazione è finita e adesso è arrivato il momento che aspetto da tanto tempo. Sono riuscita a mangiare abbastanza e dormirò di gusto questa notte.

Ci tenevo a scrivere stasera perchè sicuramente domani sarò terrorizzata. Pensatemi.

PS: però domani niente punture!!

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Aggiornamenti

Allora
Sarò concisa.
Speravo che mi facessero il pick-up mercoledì e invece ancora nessuna notizia. I follicoli crescono e l’estradiolo pure. Alterno euforia e strizza in egual misura. E no, il Puregon mi ha fatto venire la diarrea, ma la strizza ogni tanto sì. Ho anche perso l’appetito e bevo molto, ma non posso dare la colpa alla stimolazione, visto che ho fatto così anche i giorni prima della laurea – per tre giorni avevo solo bevuto coca cola e mangiato gelato, io che per i dolci neanche vado pazza poi. Eh, somatizzo, che ci volete fare? mi dovete compatire. Niente capezzoli a torre Eiffel, ma le tette sono ormai d’amianto.La pancia non si è gonfiata e questi due dettagli insieme danno nuovo (e fugace) lustro al mio profilo. Qualche crampo in zona, e uno questa mattina così forte e totalizzante che credevo fosse esploso qualcosa dentro di me tipo kenshiro, ma fortunatamente è rimasto un caso isolato.
Sinceramente non riesco neanche a dire qualcosa in più, sono paralizzata ormai dall’attesa. Non triste, non disperata, ingabbiata nel mio panico e nella speranza che vada tutto bene. Ormai sono così distratta che un pensiero non riesce a rimanere in testa per più di 15 secondi, mi perdo tutto.
Speriamo, dai.

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